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La risposta alla crisi del sistema cooperativo in Sicilia: aumenta del 7,1% il numero degli occupati, in particolare in tre settori: sociale e società; produzione e lavoro; turismo, cultura e società.

«Un fenomeno in controtendenza dovuto allo sforzo delle imprese che, fedeli alla loro missione mutualistica, hanno destinato gli utili alla garanzia se non addirittura all’incremento dei livelli occupazionali», ha spiegato Gaetano Mancini, neo presidente regionale dell’Alleanza delle cooperative italiane.

Nasce ufficialmente anche in Sicilia il coordinamento regionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, costituito venerdì 24 aprile a Palermo dalle tre maggiori centrali: Agci, Confcooperative e Legacoop. L’assemblea ha eletto presidente Gaetano Mancini, numero uno di Confcooperative Sicilia. Co-presidenti invece i presidenti di Agci e Legacoop, Michele Cappadona e Pietro Piro.

Gaetano Mancini, presidente Alleanza Cooperative Sicilia“Abbiamo davanti una grande responsabilità che ci deriva dal lungo periodo di crisi economica – dice Gaetano Mancini –. E’ quella di far sì che le cooperative siano insieme strumento di crescita economica ma anche di emancipazione sociale, di crescita delle nostre comunità e di sviluppo di coscienza civica. Sapendo che rappresentiamo il 12 per cento delle cooperative che fanno riferimento all’Alleanza a livello nazionale”. Mancini ha anche tratteggiato quella che sarà la nuova Alleanza. “Un’organizzazione che dovrà essere antica nei valori ma moderna negli obiettivi e nella strumentazione e che sappia valorizzare giovani e donne come fattori di innovazione nella cultura. Ferma nel contrastare con decisione i fenomeni di corruzione e le mafie”.

Pietro Piro Legacoop Sicilia
Pietro Piro, presidente Legacoop Sicilia
Michele Cappadona Agci Sicilia
Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia

Agci, Confcooperative e Legacoop continueranno ad operare fino al 2017 quando si fonderanno definitivamente nell’Aci. Assieme le tre sigle rappresentano l’80 per cento della cooperazione associata sull’Isola con 5 mila imprese associate, 40 mila occupati, 210 mila soci e un fatturato globale aggregato di quasi 3 miliardi di euro. La Sicilia è la tredicesima regione italiana a varare l’Alleanza per rafforzare l’azione di rappresentanza  nei confronti delle istituzioni e delle parti sociali (sindacati del lavoratori e associazioni datoriali), ma anche per dare nuovo impulso all’autoimprenditorialità e all’occupazione che negli anni della crisi ha avuto un incremento del 7,1 per cento.
“L’Alleanza ci rende più forti nel confronto con le istituzioni”, ha sottolineato il presidente del’Agci Michele Cappadona , auspicando non soltanto maggiore efficienza nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, ma anche uno snellimento burocratico e fiscale verso le cooperative, che per la loro azione di contrasto e resistenza alla disoccupazione ed il forte legame con il territorio possono giocare un ruolo essenziale nel rilancio dell’economia regionale in settori strategici quali energia, ambiente e, soprattutto, turismo, forti di un patrimonio storico-artistico, naturale e gastronomico che, afferma il presidente dell’Agci, è il vero potenziale inespresso della regione e fonte di centinaia di posti di lavoro sia diretto che nell'indotto.
Assemblea costituente Alleanza delle Cooperative Sicilia “Non vogliamo pesare di più come Aci perché numericamente più grandi ma perché qualitativamente di maggiore valore, più rispettosi della legalità e portatori di cambiamento”, ha detto il presidente di Legacoop Sicilia Pietro Piro. Sottolineando la necessità di “non aspettare i pronunciamenti della magistratura per l’adozione dei provvedimenti associativi nei confronti delle coop che valicano i confini di legalità. La gran parte delle cooperative associate non possono essere danneggiate – ha detto – da un ristrettissimo numero di cooperative che ha smarrito il senso della “buona cooperazione”.
I lavori sono stati aperti dal presidente nazionale di Legacoop e co–presidente dell’Aci Mauro Lusetti. “La Sicilia – ha detto – è una regione strategica per l’affermazione dell’Alleanza il cui cammino a livello nazionale è stato avviato da tempo”.
Ha chiuso invece il presidente nazionale dell’Agci e dell’Aci, Rosario Altieri: “L’alleanza dei cooperatori italiani – ha detto Altieri – serve a garantire maggiore forza alla cooperazione italiana che è una leva fondamentale per superare i problemi del Paese e della Sicilia. E’ necessario portare l’Italia al più presto fuori dalla crisi economica e recuperare il differenziale di crescita rispetto agli altri Paesi europei e occidentali.
Il progetto ambizioso di far nascere un coordinamento stabile per una centrale unica delle cooperative nasce nel 2010, anno in cui fra le tre centrali comincia un rapporto di collaborazione in vista di un concreto percorso di integrazione.
Nel 2011 è costituito un coordinamento stabile di alleanza, nel 2014 il coordinamento stabile per la nascita della centrale unica.
Si tratta di un obiettivo importante, una sfida ambiziosa e affascinante, per l’esigenza di una semplificazione.
Sicuramente la diminuzione nel numero dei ruoli rappresentativi che si avrà nel costituire un unico organismo comune potrà causare almeno inizialmente qualche difficoltà operativa, però è importante il risultato a livello nazionale che si avrà costruendo l’identità dell’Alleanza delle cooperative a partire dal livello territoriale locale.
Il nuovo organismo unico sarà più forte rispetto alle precedenti tre centrali, poiché ciascun soggetto apporterà al suo interno la propria esperienza e conoscenza senza condizionamenti di ideali politici, religiosi secondo l’autentico spirito della solidarietà cooperativa.
Obiettivo fondamentale della lotta è ottenere una legge sulla rappresentatività per avere un forte e diretto ruolo di interlocuzione nei confronti del Governo, in modo da ottenere segnali di maggiore concretezza, decisioni veloci e più efficaci per le imprese.
Per arrivare a questo indispensabile risultato è necessario far recepire, con dati alla mano, il ruolo anticiclico delle cooperative in questi anni di crisi e di recessione.
Rispetto alle altre forme di impresa, le cooperative sono state le uniche a rilevare un incremento del fatturato e dell’occupazione, ciò solo grazie alle loro specifiche peculiarità, che devono finalmente essere riconosciute.
La cooperativa in Italia è una forma di impresa sana, democratica e aggregativa e l’Alleanza delle Cooperative si fonda su questi valori".

Mauro Lusetti, presidente Legacoop
Mauro Lusetti, presidente nazionale Legacoop

Rosario Altieri, presidente nazionale Alleanza delle Cooperative Italiane
Rosario Altieri (Agci), presidente nazionale Alleanza delle Cooperative Italiane

I DATI: COOP PER SETTORE E OCCUPAZIONE
Il Movimento cooperativo in Sicilia contribuisce direttamente  alla creazione del 5 per cento del Pil regionale. Oltre il 9,3 per cento se si considera l’effetto indiretto e l’effetto indotto. Le cooperative associate sono 5000. Così divise per settore: 800 agricole, 900 edilizia Abitativa, 150 Pesca, 1400 Produzione e Lavoro, 1200 Sociale e sanità, 500 Turismo, cultura e servizi, 25 Consumo e 25 Banche di credito cooperativo. Sotto il profilo dell’occupazione, a registrare i numeri maggiori sono le coop sociali e sanitarie (18 mila). Segue il settore Produzione e lavoro (12000), Agricolo (5000), Turismo, cultura e servizi (3000) e Pesca (2000). La crescita media negli ultimi anni è del 7,1 per cento. Le percentuali maggiori nei settori sociale, sanitario e turistico.

Simona Vicari, Sottosegretario Ministero per lo sviluppo economico
Simona Vicari, Sottosegretario Ministero per lo sviluppo economico
Leoluca Orlando, presidente ANCI Sicilia
Leoluca Orlando, presidente ANCI Sicilia

LE NOVITA’ DALLA REGIONE E DAL MISE
Numerosi gli interventi istituzionali all’Assemblea: dal sindaco di Palermo e presidente Anci, Leoluca Orlando al presidente della Prima commissione all’Ars Antonello Cracolici per finire ai rappresentanti del governo nazionale e regionale. Per il Mise è intervenuto il sottosegretario Simona Vicari che ha annunciato la discussione in Consiglio dei Ministri di varie misure a favore del mondo cooperativo: “Come governo – ha detto – siamo convinti che l’universo cooperativo rappresenta un modo primario di fare impresa e creare nuova occupazione. I dati ci confermano che è un settore in continua espansione”. Sulla stessa linea l’Assessore regionale alle attività produttive, Linda Vancheri che ha messo l’accento sull’importanza del testo unico sul commercio: “Stiamo provando – ha detto – a riportare in aula il testo, semplificandolo ma senza snaturarlo perché si tratta di un ddl costruito dal basso”. Tre gli interventi annunciati invece dall’assessore regionale all’Agricoltura Nino Caleca il primo per abolire l’Imu agricola in Sicilia, il secondo per avviare la banca della terra - “subito dopo la finanziaria pubblicheremo i bandi per l’assegnazione dei terreni”, ha detto Caleca – e infine la battaglia nei confronti del sistema bancario per “abbassare il costo del denaro che in Sicilia è cinque -sette punti in più che nel resto del Paese”. Ed ha aggiunto: “Il credito erogato per ettaro in Sicilia è -66 per cento rispetto alla media nazionale e -88 per cento rispetto alla Lombardia”. Antonello Cracolici, presidente della prima commissione Ars, ha sottolineato la necessità di dare un segnale positivo chiaro nei confronti dei giovani in cerca di occupazione, trovando percorsi che consentano di provvedere a nuove assunzioni anche da parte della Regione.

Linda Vancheri, Assessore alle attività produttive Regione Sicilia
Linda Vancheri, Assessore alle attività produttive Regione Sicilia
Nino Caleca, Assessore all'Agricoltura Regione Sicilia
Nino Caleca, Assessore all'Agricoltura Regione Sicilia
Antonello Cracolici, Presidente prima commissione Ars
Antonello Cracolici, Presidente prima commissione Ars

 

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