Un importante accordo di collaborazione siglato tra Agci Sicilia e Anpal per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione per diffondere la cultura dell'alternanza e altri strumenti della transizione (come tirocini e apprendistato) tra gli associati.

Carmelina Maimone ANPALIntenso e proficuo tavolo di lavoro, finalizzato al rafforzamento del rapporto tra le scuole e le imprese, tra  AGCI Sicilia-Associazione Generale delle Cooperative Italiane (d'ora in avanti “AGCI”), e ANPAL Servizi. L’incontro tra il Presidente Regionale nonché responsabile della federazione provinciale di Messina, Dott. Michele Cappadona e la consulente politiche attive del lavoro della Divisione Transizione scuola-lavoro di Anpal Servizi-Sicilia, Dott.ssa Carmelina Maimone, si è posto il duplice obiettivo di favorire l’incontro tra le imprese del settore di riferimento dell’associazione datoriale e il sistema di istruzione e formazione e migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti.

ANPAL Servizi Sicilia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale organizza iniziative volte a:
- fornire assistenza tecnica agli Istituti scolastici nell’implementazione dei processi di qualificazione dei servizi per l’alternanza e la transizione scuola-lavoro;
- promuovere l’utilizzo dei principali dispositivi di politica attiva del lavoro per i giovani (tirocini, apprendistato ecc.), in particolare dell’apprendistato di primo livello, e supportare le scuole nel coinvolgimento attivo del sistema della domanda;
- implementare e animare una rete di attori del mercato del lavoro funzionale al miglioramento dell’integrazione tra il sistema della domanda e le scuole,

“Le attuali condizioni del mercato del lavoro continuano a segnare una situazione svantaggiata per i giovani italiani”, ha segnalato durante l’incontro Carmelina Maimone. “La difficoltà a reperire un lavoro colpisce indistintamente sia i diplomati che i laureati e che per cercare di colmare il gap tra percorsi di istruzione e mondo del lavoro è indubbiamente opportuno valorizzare le sinergie tra le imprese e il sistema di istruzione, sostenendo il valore formativo del lavoro e, conseguentemente, dei progetti di alternanza scuola-lavoro come metodologia fondamentale per l’acquisizione di nuove competenze, volta a favorire l’orientamento professionale dei giovani e l’ingresso nel mondo del lavoro.
Nell’attuale contesto socio-economico, di fronte a un mondo del lavoro che cambia rapidamente, l’alternanza scuola-lavoro rappresenta uno degli strumenti validi per affrontare il mutamento.
Attraverso lo strumento dell’alternanza scuola-lavoro, infatti, si concretizza il concetto di complementarietà: il mondo della scuola (conoscenza) e quello dell’impresa (saper fare) non devono più essere considerati come realtà distinte e disgiunte bensì integrate e connesse tra loro. Ciò consente di garantire, da una parte, uno sviluppo completo dei giovani che li accompagni nella scoperta delle proprie passioni ed inclinazioni individuali e, dall’altra, permetta loro di arricchire il proprio percorso formativo con competenze culturali acquisite direttamente in azienda.
A tal proposito, la legge sulla Buona Scuola (L. n. 107/2015) ha introdotto in maniera organica la metodologia dell'alternanza scuola-lavoro nell'offerta formativa di tutti gli indirizzi di scuola secondaria di secondo grado, prevedendo che tutti gli studenti, dalle classi terze in poi, partecipino, entro un monte ore predeterminato, a esperienze caratterizzate dall’alternanza tra momenti di studio in aula e periodi di formazione pratica presso aziende o altre strutture ospitanti.
In ogni caso, l’alternanza scuola-lavoro deve necessariamente essere affiancata e supportata da uno strumento contrattuale che consenta ai giovani di sfruttare le competenze teorico-pratiche acquisite durante i periodi di formazione “on the job” e possa portarli ad un inserimento stabile nel mondo del lavoro. Da questo punto di vista, il contratto di apprendistato di 1° livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore rappresenta la tipologia contrattuale potenzialmente più idonea al conseguimento di incrementi occupazionali di giovani.  Si rivolge ai soggetti dai 15 ai 25 anni compiuti che vogliono conseguire un titolo di studio e inserirsi nel mondo del lavoro. Integra organicamente, in un sistema duale, formazione e lavoro al fine di favorire la transizione scuola-lavoro e, quindi, l’occupabilità dei giovani”.

La scelta di una impresa di ricorrere all’apprendistato è sostenuta da una generosa dotazione di incentivi economici e contrattuali, quali: sgravi contributivi; sotto-inquadramento salariale o, in alternativa, una retribuzione percentualizzata e progressiva rispetto al trattamento economico finale; incentivi fiscali per la formazione erogata che è esclusa dalla base di calcolo dell’IRAP.

Ulteriori incentivi economici sono previsti a livello regionale dall’ “Avviso pubblico per l’individuazione di un Catalogo e il sostegno alla realizzazione di un’offerta formativa in apprendistato ai sensi dell’art. 43 D.lgs. 81/2015 a.s.2018/2019”, che ha l’obiettivo di individuare e sostenere un’offerta formativa in apprendistato di I livello da realizzare nell’anno scolastico e formativo 2018/2019 per il conseguimento della qualifica e diploma professionale e del diploma di istruzione secondaria superiore.
Si tratta di una misura promossa dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione siciliana che prevede l'erogazione in favore delle istituzioni scolastiche e formative regionali di un “Buono apprendistato” del valore massimo di 10.000,00 euro per ciascun studente apprendista, utile sia al rimborso delle spese di trasporto, vitto e alloggio, sia ai servizi di formazione esterna, tutoraggio formativo e accompagnamento al lavoro. Fra questi, anche le attività di scouting e matching delle opportunità occupazionali, propedeutiche all'attivazione del contratto di apprendistato, le attività di affiancamento all'apprendista e tutto ciò che riguarda le attività didattiche. Parimenti ai datori di lavoro privati che assumono un apprendista, inserito in uno dei percorsi formativi proposti dal Catalogo, sarà invece corrisposto un contributo economico fino a un massimo di 3.000,00 euro, per sostenere i costi relativi alle attività di tutoraggio aziendale.
Destinatari dell’Avviso sono giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni di età, residenti o domiciliati  in Sicilia, assunti con un contratto di apprendistato ai sensi dell’art. 43 del D.lgs. n. 81/2015, che potranno conseguire la qualifica professionale, il diploma di istruzione secondaria di secondo grado, professionale oppure ottenere il certificato di specializzazione superiore (Ifts).
In questa prima fase le Istituzioni scolastiche e formative destinatarie dell’Avviso hanno la possibilità presentare la candidatura  alla costituzione di un Catalogo dell’offerta formativa in apprendistato di primo livello
 entro e non oltre il 31 ottobre 2018.

“Importantissimo, infatti”, aggiunge Carmelina Maimone, “è il contributo di tutti per il miglioramento del percorso di avvicinamento tra il mondo dell’impresa e quello della scuola, che aiuterà i giovani a comprendere prima e meglio le logiche del mondo del lavoro ed aiuterà pure le aziende, che potranno contare su un serbatoio di giovani preparati dagli studi e formati dall’esperienza sul campo dei manager”.
“In secondo luogo”, continua Maimone, “con l’odierno incontro si dà avvio ad una collaborazione che, sfruttando le reti territoriali sia delle sedi provinciali  dell’AGCI Sicilia  che di Anpal Servizi, consente di raggiungere capillarmente la Rete degli attori del sistema della domanda a livello regionale nonché  una significativa parte di giovani che saranno così informati e aiutati a trovare la propria strada lavorativa e professionale. Questo modo di approcciare il problema dell’occupazione giovanile, con il coinvolgimento e il confronto con i giovani che vivono questo problema o che si apprestano a immettersi nel mondo del lavoro, è l’unico che può produrre effetti positivi, perché solo creando una concreta e diretta relazione tra il mondo della formazione e quello del lavoro" conclude Maimone, "si può riuscire ad incidere sul numero dei disoccupati e contribuire alla realizzazione di un sistema produttivo in grado di valorizzare tutte le competenze necessarie”.

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