Tra i sostenitori della proposta legislativa di rateizzazione a lungo termine di carichi fiscali e di varia natura affidati all'agente della riscossione, Michele Cappadona, presidente di AGCI Sicilia (Associazione Generale delle Cooperative Italiane), che ha elogiato pubblicamente il provvedimento, da sempre sollecitato dalla centrale cooperativa. Cappadona sottolinea come la quinquies superi le criticità della precedente rottamazione, offrendo condizioni più eque e accessibili per imprese e cittadini.
A rilanciare con decisione una nuova stagione di condono fiscale è stato il sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, Claudio Durigon. Durante la XVI edizione di Ponza d’Autore, in un’intervista pubblica, ha annunciato l’intenzione del Governo di “portare a casa la rottamazione delle cartelle, quella vera, in 120 rate senza interessi e senza penali”. Un’affermazione che non lascia spazio a interpretazioni e che conferma l’impegno del Carroccio nel sostenere una delle sue battaglie identitarie più persistenti: la cosiddetta “pace fiscale”.

La proposta, già depositata in Senato lo scorso febbraio sotto forma di disegno di legge (n. 1375), primo firmatario Massimiliano Romeo capogruppo della Lega a Palazzo Madama, prevede una nuova definizione agevolata dei debiti fiscali, già battezzata “rottamazione-quinquies”. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, ridurre l’enorme mole di cartelle esattoriali accumulate negli ultimi decenni; dall’altro, offrire a cittadini e imprese in difficoltà un percorso di rientro sostenibile, che consenta loro di tornare a investire e produrre.
Rateizzazione decennale e maggiore tolleranza
Rispetto alle quattro rottamazioni precedenti, la quinquies si distingue per alcuni elementi innovativi. La rateizzazione è estesa fino a 120 rate mensili, quindi su dieci anni, e non prevede l’obbligo di maxi-rate iniziali, come invece stabilito nella rottamazione quater. Inoltre, la soglia di tolleranza in caso di mancato pagamento è decisamente più ampia: non si decade dal beneficio dopo una o due rate saltate, ma solo dopo otto rate non pagate, anche non consecutive.
La misura si applicherebbe ai debiti fiscali affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, escludendo però i casi più delicati: aiuti di Stato incompatibili con le normative europee, multe di natura penale e sentenze della Corte dei conti.
Un condono selettivo
Una delle questioni più dibattute riguarda il costo della misura. La copertura finanziaria rappresenta il vero nodo da sciogliere, soprattutto considerando l’entità dei crediti che verrebbero scontati da interessi e sanzioni. Per questo il Governo ha annunciato che la sanatoria sarà riservata a chi dimostri una reale difficoltà economica. Ancora non sono chiari i criteri di selezione, ma si ipotizza l’utilizzo dell’ISEE o altri indicatori reddituali per stabilire l’accesso al beneficio.

Il sostegno delle imprese cooperative
«Il progetto di legge sulla rottamazione decennale presentato in Parlamento contiene tutte le modalità e caratteristiche in favore di cittadini e imprese per le quali AGCI Sicilia si batte da anni», dichiara Michele Cappadona, presidente Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia.
Netto il cambiamento rispetto alla rottamazione quater, fortemente criticata da AGCI Sicilia, che prevedeva meno rate e importi più elevati: due maxi rate iniziali da versare in soli 30 giorni, entro il 31 ottobre 2023 la prima ed entro il 30 novembre 2023 la seconda, e al massimo 18 rate trimestrali a scadenza fissa 4 volte all'anno fino al 2027.
«Altro aspetto in linea con le critiche costruttive di AGCI Sicilia - continua Cappadona - è quello della decadenza: con la rottamazione quater scatta dopo che una sola rata scaduta non venga saldata entro i 5 giorni lavorativi di tolleranza previsti, mentre la nuova rateizzazione consentirebbe una flessibilità fino ad 8 rate del piano dei pagamenti, anche non consecutive. In coerenza - afferma Cappadona - ci aspettiamo una proroga della rata in scadenza questo mese per la rottamazione Quater, analoga a quella adottata lo scorso anno con il Decreto legislativo n. 108/2024, che ha stabilito il differimento al 15 settembre 2024 del termine di pagamento della quinta rata, originariamente fissata al 31 luglio 2024.
La nuova rateizzazione darebbe in particolare in questo momento un’importante sollievo alle imprese cooperative sociali, che subiscono i maggiori costi dell’entrata in vigore del nuovo CCNL, senza che vi sia stato alcun adeguamento delle rette dei servizi di assistenza da parte della Pubblica Amministrazione regionale».
Rischi e perplessità
Non mancano tuttavia le voci critiche. Alcuni osservatori temono che il ricorso ricorrente a sanatorie possa minare la certezza del diritto e incentivare comportamenti opportunistici da parte dei contribuenti, nella convinzione che un futuro condono possa sempre sanare il mancato pagamento.
Resta ora da vedere quale sarà l’esito dell’iter parlamentare. Il Governo ha annunciato l’intenzione di inserire la misura nella Legge di Bilancio 2026, aprendo alla possibilità di un’entrata in vigore già nel 2025. Un passo che potrebbe segnare l’avvio di una nuova fase nel rapporto di riconciliazione tra cittadini, imprese e fisco.





