Michele Cappadona, presidente AGCI Sicilia

Forte preoccupazione per la troppo breve proroga concessa alle imprese agricole con il DDG n. 6966/2025 del 28 agosto 2025 sulle scadenze PSR. L’Associazione Generale Cooperative Italiane (AGCI) Sicilia, ha rappresentato l'allarme delle cooperative aderenti attraverso una lettera ufficiale firmata dal presidente Michele Cappadona e indirizzata al presidente della regione Renato Schifani, all’assessore all’Agricoltura Salvatore Barbagallo e al dirigente generale Fulvio Bellomo.

Il decreto dispone che tutti i beneficiari del PSR rientranti nelle fattispecie disciplinati dal DDG 5335 del 24/06/2025 potranno presentare le domande di saldo entro la data del 20/09/2025 consapevoli dell’applicazione delle previste griglie di riduzione/esclusione per ritardata presentazione delle stesse domande, fermo restando la fine dei lavori al 30/08/2025.

I beneficiari del PSR Sicilia 2014-2022 in atto impossibilitati a rilasciare le domande di saldo, in quanto non ancora liquidate le domande di acconto (SAL) presentate anteriormente all’emanazione del DDG 5587 del 02/07/2025, potranno presentare la domanda di saldo entro trenta giorni dalla liquidazione della domanda di SAL.

Secondo AGCI, il provvedimento dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, pur accogliendo le richieste di proroga, ma solo di 20 giorni, non risolve le criticità strutturali rappresentate che affliggono in particolare la Sottomisura 4.1 del PSR Sicilia 2014–2022, destinata agli investimenti materiali nelle aziende agricole.

«La proroga attuale non è congrua rispetto alle reali tempistiche di attuazione degli interventi. Avevamo chiesto una scadenza al 30 ottobre 2025, ma il termine fissato rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese coinvolte», si legge nella nota firmata da Cappadona.

L’associazione denuncia il rischio di concreta difficoltà delle imprese con gli istituti finanziari, con conseguenze che potrebbero portare al fallimento di molte realtà agricole siciliane. AGCI sottolinea inoltre l’importanza di tutelare gli impegni già assunti con studi tecnici e fornitori, e chiede venga disposto che la riduzione del contributo pubblico non sia applicata automaticamente, ma “...esclusivamente su esplicita richiesta di rinuncia parziale alla spesa prevista, in coerenza con un progetto funzionale e sostenibile, ove tecnicamente fattibile e non determinato da circostanze fortuite.”

Commentando la gestione del PSR, AGCI ricorda che il PSR Sicilia 2014–2022 ha vissuto una lunga fase di stallo: la Sottomisura 4.1 è rimasta bloccata per circa otto anni, non certo per responsabilità delle imprese partecipanti, ma a causa di gravi rallentamenti burocratici. Questa situazione ha generato disagi enormi, con proroghe frammentarie e scadenze che mettono a rischio la tenuta economica delle aziende coinvolte.

«È doveroso che la Regione Siciliana e il suo Assessorato si facciano carico del senso di responsabilità istituzionale, evitando che le imprese vengano penalizzate da ritardi non imputabili a loro, con il rischio concreto di fallimento».
AGCI auspica che nei futuri strumenti di sviluppo si possa finalmente attivare un tavolo di concertazione permanente tra Regione, istituti finanziari e rappresentanze delle imprese, per garantire una gestione più flessibile e coerente con le linee guida europee.
«Abbiamo invocato un intervento correttivo immediato di sostegno all’Agricoltura sulle criticità del PSR in scadenza. AGCI ribadisce la necessità di una proroga più congrua e coerente, che consenta alle imprese di completare gli investimenti in modo ordinato e conforme agli obiettivi del programma. Il PSR deve essere uno strumento di sviluppo, va rimosso ogni ingiusto ostacolo burocratico», conclude Cappadona.