Michele Cappadona, presidente AGCI Sicilia

Riforma nazionale vigilanza cooperative, occasione di rilancio

Si rafforza la posizione del mondo cooperativo in Sicilia sulla necessità di ridurre i costi di revisione a carico delle imprese. Ddl di riforma vigilanza presentato da Consiglio dei ministri è garanzia di maggiore efficienza amministrativa.

«Accogliamo con soddisfazione la recente decisione del Consiglio Regionale di Confcooperative Sicilia, che “ha condiviso unitariamente l’urgenza di una proposta forte e netta da sottoporre alla Regione Siciliana, verso un’unica direzione: l’adeguamento del contributo di revisione agli standard nazionali”, dichiara Michele Cappadona, presidente regionale dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «Le cooperative siciliane, senza alcun motivo, sostengono per le attività di vigilanza costi molto più alti rispetto alle altre regioni italiane. Una condizione di disparità ingiusta e non più tollerabile. Da molti anni - osserva Cappadona - AGCI Sicilia si batte per l’adeguamento del contributo di revisione delle cooperative dell’Isola agli standard nazionali. La lunga battaglia dell’AGCI Sicilia aveva già portato alla Risoluzione n. 6/2019 approvata dalla Commissione parlamentare Bilancio ARS, che nella seduta del 30 maggio 2019 impegnava il governo regionale a “determinare l’importo del contributo per le spese di revisione delle imprese cooperative in misura non superiore a quella prevista a livello nazionale”. La CRC (Commissione Regionale Cooperazione) dove siedono le associazioni centrali cooperative è già stata chiamata a decidere una proposta forte e netta da sottoporre alla Regione Siciliana in vista del decreto dell’Assessore alle Attività Produttive Edy Tamajo che dovrà fissare le tariffe per il biennio 2025-2026. In attesa che venga stabilito l’importo dei nuovi contributi - ricorda Cappadona - saranno applicati quelli del biennio precedente. Continueremo a sollecitare l’adozione urgente del nuovo provvedimento».

«La riforma della vigilanza è uno dei temi nell’agenda di governo nazionale. Dopo la presentazione in Senato di una prima stesura con il ddl n. 1129 il 3 maggio 2024 d’iniziativa dei parlamentari della Lega, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso 28 marzo il testo del ddl delega proposto dal ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso» ha sottolineato Cappadona. «Il nuovo quadro normativo, che potrà essere costituito da uno o più decreti legislativi, sarà adottato nel rispetto dei principi costituzionali che riconoscono la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e della potestà legislativa delle Regioni a statuto speciale».
«La riforma mira ad estendere, con valore qualificante, il ruolo di consulenza e assistenza oggetto della revisione cooperativa ed istituire un albo unico nazionale dei revisori cooperativi abilitati in cui confluiscono gli attuali revisori abilitati, con previsione di una specifica sezione per l’iscrizione di commercialisti ed esperti contabili, avvocati e consulenti del lavoro. È evidente che il sistema cooperativo regionale dovrà prepararsi per tempo all’integrazione con il nuovo assetto, fin qui disciplinato dal dlgs 220/2002.
In Sicilia non solo la Regione ha finora senza motivo applicato alle cooperative tariffe di contributo revisionale più alte che nel resto d’Italia. Ma ha creato negli anni un impianto normativo che definisce artificiosi criteri di maggiore rappresentatività del tutto assenti nelle altre regioni, puntando sulla quantità delle revisioni piuttosto che sulla qualità. Giungendo qualcuno al paradosso di pontificare che la revisione rilasciata fosse in sé quasi una “patente di legalità” e che chi ne espleta il numero maggiore esprimesse maggior merito, virtù e diritto di rappresentanza. Bisogna naturalmente uscire dalla logica di questo fuorviante paradigma e valorizzare il ruolo più ampio che il legislatore intende attribuire all’attività di vigilanza, utilizzando la riforma in atto a livello nazionale - conclude Cappadona - per compiere un percorso regionale parallelo, in grado di tradursi in un massiccio rilancio dell’intero settore delle imprese cooperative siciliane».