il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli

L’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (OND) ha approvato ieri il nuovo Piano d’azione nazionale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Cappadona, AGCI Sicilia: «Piano d’azione nazionale segna il definitivo passaggio da una visione delle persone con disabilità “come malate e minorate” ad una visione della condizione di disabilità basata sul rispetto dei diritti umani».

«Un grande risultato, frutto del dialogo e dell’impegno dei gruppi di lavoro che hanno lavorato più di un anno coordinati da Paolo Bandiera, Angelo Cerracchio, Raffaele Ciambrone e Domenico Sabia, con il supporto dei coadiutori e sotto la sapiente regia del professor Serafino Corti, che è anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) dello stesso OND», spiega il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
«Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del Piano e, in particolare, le due federazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, FISH e FAND, che con i suoi presidenti Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, e i rappresentanti di alcuni ministeri, sono membri del CTS».
Nel corso del suo intervento il Ministro Locatelli ha sottolineato che «una delle prime linee d’azione che avrà un finanziamento specifico riguarda il contrasto alla violenza sulle donne con disabilità».

Il Piano si compone di 66 linee d’azione articolate su sette linee di intervento: accessibilità universale; progetto di vita; benessere e salute; sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale; inclusione lavorativa; sistemi di monitoraggio; istruzione, università e formazione.
Il nuovo Piano sarà presentato ufficialmente il prossimo 3 dicembre in un evento che si svolgerà presso il Cortile d’onore di Palazzo Chigi, in occasione della Giornata internazionale sui diritti delle persone con disabilità, alla presenza dei membri dell’Osservatorio, e che si colloca in una cornice di eventi collegati grazie alla partnership con vari enti pubblici e privati.

Michele Cappadona, presidente Associazione Generale Cooperative Italiane-AGCI Sicilia

«L’approvazione del terzo Piano d’azione nazionale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità è un segno importante di attenzione, così com’è significativo che Alessandra Locatelli sia la prima persona nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire la carica di Ministro senza portafoglio con deleghe specificamente ed esclusivamente dedicate alle politiche per la disabilità», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «Va ricordato che con l’adozione del primo programma d’azione, con dpr del 4 ottobre 2013, per la prima volta la condizione di disabilità di tanti cittadini del nostro Paese è stata rappresentata nella sua interezza e per il suo valore, non solo come un problema assistenziale confinato entro il perimetro delle politiche di “welfare” ma come un imprescindibile ambito di tutela dei diritti che investe la politica e l’amministrazione in tutte le sue articolazioni, nazionali, regionali e locali. Trovava adempimento l’impegno che l’Italia - si legge testualmente nei documenti istituzionali - “aveva assunto di fronte alla comunità internazionale con la ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità (Legge 18 del 2009) e che ha segnato il definitivo passaggio da una visione delle persone con disabilità “come malate e minorate” ad una visione della condizione di disabilità basata sul rispetto dei diritti umani, tesa a valorizzare le diversità umane – di genere, di orientamento sessuale, di cultura, di lingua, di condizione psico-fisica e così via – e a considerare la condizione di disabilità non come derivante da qualità soggettive delle persone, bensì dalla relazione tra le caratteristiche delle persone e le modalità attraverso le quali la società organizza l’accesso ed il godimento di diritti, beni e servizi.”
Il secondo Programma di Azione Biennale - ricorda Cappadona - è stato approvato dall'Osservatorio Nazionale il 18 ottobre 2016 e si riferiva al periodo 2019-2023, pur essendo stato licenziato nel luglio 2016. Vi è purtroppo un ritardo evidente nella programmazione delle politiche per la disabilità. Formalmente, i programmi sono biennali o pluriennali, ma la loro approvazione e attuazione richiede una continuità attuativa che finora non ha risposto alle aspettative. Il passaggio dal primo al secondo piano ha visto un'approvazione nel 2016 per un periodo che iniziava dal 2019, evidenziando già una latenza tra l'elaborazione e il periodo di riferimento.
Il passaggio dal secondo al terzo piano mostra un ritardo ancora maggiore: il secondo piano è scaduto a fine 2023, mentre il terzo è stato approvato solo a fine novembre 2025. Si misura quindi un ritardo di quasi due anni nell'avvio formale del nuovo ciclo di programmazione.
Le cause dei ritardi e le conseguenze sull'attuazione - spiega Cappadona - sono complesse e spesso intrecciate con dinamiche politiche e amministrative. In merito alla complessità amministrativa, la redazione dei piani richiede fisiologicamente un ampio coinvolgimento di istituzioni centrali, regionali, enti locali e organizzazioni della società civile, un processo che può essere lungo e laborioso. A questo si aggiunge la disomogeneità territoriale: l’Italia presenta forti diseguaglianze territoriali nell'attuazione delle politiche, e il programma stesso sottolinea la necessità di superare queste disparità, un obiettivo che richiede tempo e coordinamento. Infine, la mancanza di continuità attuativa: il secondo programma d'azione rileva che molte azioni prefissate nel primo non sono state raggiunte o sono state scarsamente condivise nelle prassi (es. integrazione socio-sanitaria, riforma del sistema di certificazione). Questo indica che i ritardi non sono solo nella programmazione, ma anche nell'effettiva attuazione operativa concreta delle azioni previste.
Le evidenti conseguenze dirette sono una mancanza di continuità e una perdita di efficacia delle politiche per la disabilità nel loro complesso. L'assenza di un quadro programmatico aggiornato e formalmente vincolante è la causa che porta ad una gestione frammentata degli interventi, difficoltà nel monitoraggio e nella valutazione dei risultati, e il perpetuarsi di inefficienze e diseguaglianze nell'accesso ai diritti e ai servizi per le persone con disabilità su tutto il territorio nazionale. Purtroppo un esempio plastico è la gestione fin qui, eufemisticamente, disattenta da parte della Regione Siciliana, con la quale AGCI Sicilia ha sempre insistito per un concreto fattivo tavolo di confronto. Attendiamo quindi, con i migliori auspici, conclude Michele Cappadona, la presentazione del nuovo Piano d’azione il 3 dicembre a Palazzo Chigi».