Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza, le Politiche Giovanili della città di Palermo

AGCI Sicilia: «Contro la marginalizzazione e il degrado sociale, per la tutela e il futuro dei giovani, rilanciare con forza lo strumento delle cooperative di comunità come presidio di crescita e valorizzazione del territorio».

Un teatro stracolmo con oltre 400 persone, energia palpabile e la voglia di essere determinanti nelle politiche per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani a Palermo. Presentato un documento programmatico rivolto alle istituzioni.

Ieri pomeriggio, nella parrocchia San Filippo Neri allo ZEN, organizzazioni della società civile, Terzo Settore, parrocchie, scuole e cittadini hanno dato vita agli "Stati Generali per l'infanzia, l'adolescenza e le Politiche Giovanili". Dopo i recenti fatti di cronaca e i dati allarmanti sulla qualità della vita che collocano Palermo agli ultimi posti della classifica nazionale proprio per quanto riguarda servizi e opportunità per i più giovani, l’incontro ha voluto trasformare la preoccupazione in riflessione collettiva, la rabbia in proposta.
Al documento continuano intanto ad aggiungersi nuovi firmatari: sindacati, associazioni, cooperative, parrocchie e singoli sono già più di 170.

Moderato da don Enzo Volpe, l’incontro è stato un susseguirsi di voci in una rara unità di intenti. "Ci hanno convocati qui i bambini e i ragazzi, troppo spesso invisibili", è stato detto, sottolineando l’auspicio di fare della co-programmazione e co-progettazione il metodo condiviso per tutti gli attori che lavorano per i giovani.

Al centro dell'incontro, la presentazione di un documento programmatico che delinea proposte operative: Poli Educativi Territoriali, finanziamento strutturale contro la povertà educativa, integrazione scuola-Terzo Settore, rafforzamento dell'istruzione professionale, piani per l'occupabilità giovanile e partecipazione reale dei giovani. È stato ribadito che ogni risorsa specifica deve essere destinata al Piano Comunale Infanzia Adolescenza e Politiche Giovanili, e non a spese ordinarie. I trasferimenti devono finanziare attività necessarie per colmare il gap con il resto del paese. Ai giovani e alle giovani di Palermo, e solo a loro, devono andare i fondi specifici del PON Metro plus, del Fondo per l'Infanzia e l'Adolescenza (ex 285) e del Fondo nazionale per le politiche sociali.

Michele Cappadona, presidente Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia

«C’erano anche le cooperative dell’AGCI insieme alle tantissime associazioni, enti del terzo settore, parrocchie, scuole, cittadini, riuniti in un affollatissimo Teatro della Parrocchia San Filippo Neri nel quartiere ZEN, per gli “Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza, le Politiche Giovanili” della città di Palermo», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «La forte preoccupazione espressa dai cittadini e dagli enti di prossimità, attori locali e comunità coinvolte in una situazione generalizzata di malessere sociale che non offre ai giovani futuro e speranza, in un contesto di degrado e latenza di servizi e opportunità, che vede tra gli ultimi posti in Italia quella che è la più grande città della Sicilia. La cooperazione può offrire un forte strumento di contrasto alle situazioni di marginalizzazione e degrado sociale, costituito dalle cooperative di comunità, istituite come speciale forma societaria strutturata simbioticamente con il territorio di riferimento. In assenza di una legge nazionale, anche nella nostra regione sono state istituite per legge approvata all’ARS nel 2018, regolamentate nel 2019, senza però sia stato fatto alcun passo di concreta attuazione o misure di sostegno per una loro sperimentazione in contesti locali, come potrebbe farsi anche a Palermo, in contesti urbani di severa criticità. AGCI Sicilia ha costantemente ribadito l’importanza di dare attuazione a questo speciale modello di solidarietà cooperativa. Associazioni, cooperative, privato sociale e cittadini hanno formulato e presentato un documento programmatico altamente condivisibile per i suoi obiettivi. AGCI Sicilia auspica che rilanciare e sviluppare il modello delle cooperative di comunità possa essere un positivo contributo per dare una risposta concreta alle istanze che, forti e chiare, da questi Stati Generali sono state rivolte alla comunità cittadina e alle Istituzioni».

La scelta dello ZEN è stato un segnale politico: "Vogliamo che ogni quartiere non sia più una periferia, ma il 'centro' di un cammino inclusivo - hanno spiegato gli organizzatori - per intervenire su impoverimento e ghettizzazione”.
Un'urgenza confermata dalle classifiche che pongono Palermo in fondo alla graduatoria, specialmente per minori, con numeri allarmanti su abbandono scolastico e scarse opportunità. Dati che per gli organizzatori "non sono solo statistiche: sono vite sospese, futuri interrotti, porte chiuse, cui occorre rispondere con pari opportunità di apprendimento, cultura, sport e socialità è un impegno che riguarda l'intera comunità.”

Fra i rappresentanti istituzionali presenti, anche l'arcivescovo Corrado Lorefice ha richiamato i valori costituzionali e la responsabilità collettiva: "Palermo sta emettendo il vagito della sua nuova rinascita. Oggi ci siamo riappropriati della democrazia partecipativa, senza la quale quella rappresentativa rischia di essere un ghetto distratto". Un concetto ripreso da molti degli oltre 30 interventi, con un appello a una "lotta quotidiana contro la mafia del malaffare e della mala politica".

È stata definita una road-map immediata: formazione di gruppi di lavoro tematici e un coordinamento snello, in vista di un nuovo plenario già fissato per gennaio. Un ringraziamento è stato a tutte le Istituzioni presenti che hanno mostrato voglia di confronto e ascolto.
Alla Prefettura, che si è detta disponibile a ospitare il tavolo di coordinamento, è stato rivolto un particolare apprezzamento “per una opportunità che garantisce autorevolezza e continuità al percorso.”

L'auspicio finale è che questo metodo di co-programmazione porti in tempi brevi a un risultato tangibile. L’impegno comune è lavorare per giungere, entro fine marzo 2026, all'adozione di un Piano Comunale operativo, monitorato e condiviso. Un percorso in cui le realtà del territorio rivendicano un ruolo da professionisti esperti, portatori di competenze indispensabili per rispondere ai bisogni delle comunità.

Stati generali dell'infanzia allo Zen, Palermo