700 beni in 15 Regioni. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) ha aperto la procedura di accreditamento ai fini dell’assegnazione diretta, a titolo gratuito, di beni mobili e immobili sequestrati e confiscati.

Attivata la nuova Piattaforma Unica delle Destinazioni (PUD) dei beni confiscati ai soggetti istituzionali e agli Enti del Terzo Settore (ETS). Il nuovo strumento permetterà agli enti del Terzo settore e ai soggetti istituzionali di visionare i beni materiali e immateriali e di partecipare alla progettazione per nuove destinazioni.
L'ANBSC ha lanciato la Piattaforma Unica delle Destinazioni, uno strumento digitale cruciale per il riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti alle mafie. La procedura mira all'assegnazione diretta e gratuita di beni mobili e immobili.
La PUD rappresenta un passo avanti significativo verso la digitalizzazione e la trasparenza. Come sottolineato da diverse analisi, l'efficienza nell'assegnazione è fondamentale: ritardi burocratici spesso causano il degrado del patrimonio immobiliare. La piattaforma cerca di superare queste criticità.
Attualmente, la procedura è rivolta primariamente agli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). L'accreditamento avviene tramite compilazione online di un modello di adesione. È previsto un iter semplificato per gli organismi già registrati alla precedente "Vetrina Beni mobili registrati" dell'ANBSC.
Nella sezione "Beni destinabili", l'Agenzia ha messo a disposizione 874 beni distribuiti in 15 Regioni. L'accesso ai dettagli sensibili—come la localizzazione precisa e le immagini—è riservato agli enti accreditati.
La natura dello "sportello permanente" della PUD, dove la richiesta di credenziali può essere effettuata in qualunque momento, è vista positivamente dagli addetti ai lavori, poiché garantisce un flusso continuo di proposte, adattandosi alla disponibilità dinamica dei beni. L'ANBSC gestisce la fase istruttoria in modo telematico, snellendo le comunicazioni e la gestione delle manifestazioni di interesse.
Questo sistema efficienta il "secondo tempo" della confisca, quello della restituzione alla collettività, permettendo agli ETS di visionare, proporre e gestire l'uso sociale dei beni in modo strutturato e tracciabile.
I beni immobili sono trasferiti, ai sensi del dlgs 159/2011, “Codice delle leggi antimafia”, per finalità istituzionali o sociali ovvero economiche, con vincolo di reimpiego dei proventi per finalità sociali, in via prioritaria, al patrimonio indisponibile del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio indisponibile della provincia, della città metropolitana o della regione. Gli enti territoriali provvedono a formare un elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato con cadenza mensile. L'elenco, reso pubblico nel sito internet istituzionale dell'ente, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l'utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l'oggetto e la durata dell'atto di concessione. La mancata pubblicazione comporta responsabilità dirigenziale ai sensi del dlgs n. 33/2013. Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato, a cooperative sociali, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, nonché alle associazioni di protezione ambientale riconosciute, nonché ad altre tipologie di cooperative purché a mutualità prevalente, fermo restando il requisito della mancanza dello scopo di lucro, e agli operatori dell'agricoltura sociale riconosciuti e, infine, agli Enti parco nazionali e regionali. La convenzione disciplina la durata, l'uso del bene, le modalità di controllo sulla sua utilizzazione, le cause di risoluzione del rapporto e le modalità del rinnovo.

La richiesta delle credenziali può essere effettuata in qualunque momento. Clicca qui per conoscere procedure, scadenze per ciascun bene individuato e tempi di assegnazione.