Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Bene Super Zes in Sicilia, ma le risorse non sono infinite, occorre programmazione. La crescita presuppone anche una progettazione strategica di insediamenti ben infrastrutturati che valorizzi la vocazione dei territori».
Approvata nell’ambito della legge finanziaria regionale una norma che crea sul territorio siciliano “Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata”. Si tratta di zone ulteriori rispetto alla Zona Economica Speciale Unica nazionale, all’interno delle quali verranno attivate procedure amministrative accelerate e regimi procedimentali speciali.
Prevista l’istituzione, a partire dal 2026, di un Fondo regionale da 10 milioni di euro, destinato a rafforzare le agevolazioni per gli investimenti produttivi, assicurando il raggiungimento del massimale di aiuto consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Il Fondo opererà in modo aggiuntivo e sussidiario rispetto agli stanziamenti statali della Zes unica e sarà riservato alle imprese con almeno un’unità produttiva in Sicilia che si impegnino a mantenerla attiva per almeno cinque anni.

«Super Zes Sicilia, soddisfazione per l’attuazione di un’iniziativa che va nella direzione fortemente voluta e sostenuta dalla nostra associazione centrale cooperativa regionale. Lo Stato non può avere le risorse per applicare il modello ZES all’intero Mezzogiorno. Lo sviluppo della Sicilia ha bisogno di ulteriori interventi localizzati a regia regionale», dichiara Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «Osserviamo però che vi deve essere una proporzionalità diretta tra le zone di cui si vuole promuovere l’economia e le risorse assegnate. Questo si può ottenere, non avendo fondi infiniti, solo individuando aree specifiche e programmando stanziamenti mirati adeguati. Il contrario porta solo a disperdere le risorse senza risultati apprezzabili. Occorre costruire una rete di hub intermodali, ciascuno servito da porti, aeroporti, ferrovie e autostrade. È necessario garantire ad investitori nazionali ed internazionali che tali zone fortemente infrastrutturate siano presidi sicuri di sicurezza e legalità, posto che non si hanno risorse per garantire un uniforme contestuale sviluppo all’intero territorio siciliano. È altrettanto dispersivo e inconcludente sia assegnare insufficienti fondi disponibili su interventi polverizzati sull’intero territorio regionale, sia puntare tutto su un’unica opera, come il Ponte sullo Stretto» - continua Michele Cappadona. «In Sicilia ci sono interi territori a dimensione provinciale privi dei servizi logistici essenziali», sottolinea Cappadona. «Occorre investire su Zone speciali che siano ben collegate in rete intermodale ad alta capacità e velocità. Se ogni provincia ha incomplete tutte le modalità di trasporto adeguato nel proprio territorio (porti e aeroporti, strade e ferrovie), la politica di programmazione dovrebbe istituire una rete di hub raggiungibili con collegamenti ad alte prestazioni in almeno una tipologia di mezzi di trasporto, in attesa si completino le altre. L’obiettivo è aprire canali di penetrazione e scambio per l’economia dell’Isola, non garantire semplicisticamente che a domandare un credito d’imposta possa essere chiunque e dovunque in Sicilia. La crescita presuppone anche una progettazione strategica degli insediamenti. Auspichiamo, conclude Michele Cappadona, che la Super Zes possa essere non solo strumento di spesa generalizzata ma di costruzione di concreti insediamenti produttivi, inseriti in un progetto organico di sviluppo di ampio respiro».

«Con il via libera all'articolo 4 della legge di stabilità, la Regione Siciliana rafforza la Zes unica, introducendo ulteriori strumenti di semplificazione amministrativa e incrementando di 10 milioni di euro le risorse destinate al credito d’imposta per le imprese che realizzano investimenti nel territorio regionale. La norma esce migliorata dal confronto con le forze politiche e va incontro alle istanze degli imprenditori che chiedevano un potenziamento al credito d'imposta nazionale. Non appena saranno disponibili le risorse dell'avanzo di amministrazione, all'esito delle parifiche, aumenteremo in modo significativo gli stanziamenti così da consentire il pieno funzionamento della misura». Così il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando l’approvazione della norma che istituisce la Super Zes siciliana.
«L’introduzione della Super Zes rappresenta una svolta concreta per lo sviluppo economico della Sicilia e per la competitività del nostro sistema produttivo. È una misura strategica che punta a semplificare, attrarre investimenti e creare nuove opportunità di lavoro. La scelta di estendere i benefici delle Zone economiche speciali all’intero territorio regionale consente, infatti, di dare risposte rapide e strumenti efficaci alle imprese, riducendo i tempi burocratici e rafforzando l’attrattività dell'Isola rispetto ai grandi flussi di investimento nazionali e internazionali». Lo dichiara l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, commentando la norma della manovra finanziaria approvata all’Assemblea regionale siciliana.
Secondo l’assessore alle attività produttive, la Super Zes si inserisce in un quadro di politiche orientate alla crescita e all’innovazione: «Vogliamo accompagnare le imprese in un percorso di sviluppo sostenibile, valorizzando le filiere produttive, sostenendo l’occupazione e favorendo nuovi insediamenti industriali e produttivi. Il nostro obiettivo – conclude Tamajo – è trasformare le opportunità normative in risultati concreti per il tessuto economico, facendo della Sicilia una regione sempre più competitiva, moderna e capace di attrarre investimenti di qualità».
Grazie alla facoltà prevista dalla normativa nazionale sulla Zes unica per il Mezzogiorno, la Regione potrà attivare procedure semplificate e regimi procedimentali speciali su tutto il territorio siciliano, con esclusione dei procedimenti paesaggistici, ambientali e urbanistici. Le modalità operative saranno definite attraverso protocolli e convenzioni, predisposti dagli assessorati regionali alle Attività produttive, all’Economia e alle Autonomie locali, e sottoposti al parere delle competenti Commissioni dell’Assemblea regionale siciliana.
Un ruolo centrale è attribuito al presidente della Regione, che potrà esercitare poteri di impulso e, nei casi di inerzia amministrativa, anche poteri sostitutivi, garantendo tempi certi e rapidi per la conclusione dei procedimenti, fino alla nomina di commissari ad acta.

«Con la Super Zes siciliana - conclude l’assessore Dagnino - la Regione rafforza il proprio impegno per creare un ambiente più favorevole agli investimenti, ridurre i tempi burocratici e sostenere in modo concreto la crescita economica e occupazionale dell’Isola. Con il via libera dell'Ars alla norma si completa il processo legislativo che il governo ha avviato presentando la proposta lo scorso anno».





