Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Forti preoccupazioni per la stretta sulle compensazioni introdotta dall'Articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, che vieta dal prossimo primo luglio la compensazione tra credito d'imposta e contributi Inps e Inail. È una misura contraddittoria che sminuisce gli altri provvedimenti in favore delle imprese».
L’anno si chiude con l’approvazione degli strumenti di manovra della finanza pubblica, che per lo Stato comporta un saldo netto da finanziare attestato a circa 154,3 miliardi nel 2026, 137,9 miliardi nel 2027 e 91,9 miliardi nel 2028.
Meloni «Manovra seria e responsabile con limitate risorse» Schlein: «Manovra di austerità, che prevede la crescita zero».
La Legge di Bilancio 2026 dello Stato è stata approvata in via definitiva dalla Camera il 30 dicembre 2025. La manovra finanziaria punta a sostenere i redditi medio-bassi, favorire la natalità e ridurre gradualmente il debito pubblico, in linea con gli impegni europei. Imprese: rifinanziato il fondo per Industria 4.0 (modello declinato in Transizione 4.0 e Transizione 5.0) con 1,3 miliardi e prorogato il credito d'imposta per la ZES unica (Zona Economica Speciale). Esteso fino al 30 settembre 2028 l'iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali. La misura è maggiorata del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, diminuendo per investimenti più elevati. Un segnale importante il credito d'imposta per le imprese che operano o si insediano nelle Zone logistiche speciali (ZLS), nel limite di spesa di 100 milioni all'anno. lstituzione nel Lazio di Zone franche doganali intercluse all'interno di aree portuali, retroportuali, piattaforme logistiche e agglomerati industriali. Stretta sulle compensazioni: dal 1° luglio 2026 scatta il divieto di compensare contributi INPS e INAIL con crediti d'imposta. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2026, la soglia oltre la quale scatta il divieto di compensazione orizzontale (nel modello F24) viene ridotta a 50.000 euro.
Da segnalare per il settore della cooperazione il disegno di legge 2577 collegato alla manovra di finanza pubblica, “Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici”. Il disegno di legge, d’iniziativa governativa, è stato presentato alla Camera dal ministro delle Imprese e del made in Italy il 2 settembre 2025 e assegnato lo scorso 22 ottobre alla Commissione X Attività produttive.
Cospicui gli stanziamenti per la Difesa e il sostegno all'Ucraina. Il Bilancio Integrato per il 2026, la spesa complessiva (che include il bilancio del Ministero della Difesa e i fondi stanziati da altri ministeri come il MIMIT per investimenti tecnologici) è stimata in circa 34-35 miliardi di euro. L’incremento è di circa 1 miliardo di euro rispetto al 2025. Tale crescita è parte di un piano pluriennale che ha visto il budget salire dai circa 26 miliardi del 2021 (pre-guerra) agli oltre 31-32 miliardi di sola competenza ministeriale previsti per il 2026. Obiettivo NATO: La manovra conferma l'impegno verso il raggiungimento del 2% del PIL per le spese militari, con proiezioni che indicano uno stanziamento aggiuntivo di 12 miliardi di euro complessivi entro il 2026 per avvicinarsi a tale target.
Le aliquote IRPEF sono ora le seguenti: fino a 28.000, euro 23%; oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 33% (ridotta dal precedente 35%); oltre 50.000 euro, 43%.
L'aliquota dell'addizionale regionale IRPEF in Sicilia per l'anno d'imposta 2026 è confermata al valore base del 1,23%. Tuttavia, per specifiche soglie di reddito (generalmente oltre i 75.000 euro), raggiungerà valori prossimi all'1,73%, salvo diverse delibere comunali specifiche per i residenti in determinati capoluoghi (come Palermo).

«Non si può non esprimere forte preoccupazione riguardo alla stretta sulle compensazioni introdotta dall'Articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, misura contraddittoria che sminuisce gli altri provvedimenti in favore delle imprese», dichiara Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «Le critiche al provvedimento sono state presentate anche con una memoria scritta depositata il 3 novembre 2025 presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato in occasione dell’audizione dell'Alleanza delle Cooperative Italiane (coordinamento di Agci, Confcooperative e Legacoop). Tre sono le principali critiche, fortemente condivise e sostenute da AGCI Sicilia. La sottrazione di liquidità: il divieto di compensare i crediti d'imposta (inclusi quelli per Transizione 4.0 e 5.0) con i contributi previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL) priva le imprese di risorse finanziarie immediate che venivano storicamente utilizzate per abbattere il costo del lavoro. La programmazione finanziaria degli investimenti delle imprese: va denunciato con forza come il divieto colpisca anche i crediti già maturati per investimenti effettuati in passato, alterando le aspettative di recupero finanziario su cui le aziende avevano basato i propri piani industriali.
Settore agricolo e forestale: va evidenziato come tale misura sia particolarmente gravosa per le cooperative agricole, dove la stagionalità e l'alta incidenza della manodopera rendono la compensazione contributiva vitale per la gestione di cassa.
Inoltre, continua Michele Cappadona, la Legge di Bilancio 2026 ha ridotto da 100.000 a 50.000 euro la soglia oltre la quale scatta il divieto assoluto di compensazione dei crediti d'imposta in presenza di debiti iscritti a ruolo scaduti. Se un'azienda ha carichi affidati all'Agente della Riscossione per imposte erariali superiori a 50.000 euro, non può effettuare alcuna compensazione orizzontale (nel modello F24) finché non salda il debito. Riepilogando, la situazione dal primo gennaio è la seguente. Sotto i 1.500 euro di debito. la compensazione è sempre libera. Tra 1.500 e 50.000 euro di debito è vietata la compensazione solo "fino a concorrenza dell'importo del debito" (ovvero, puoi compensare solo la parte di credito che eccede il debito scaduto). Sopra i 50.000 euro di debito scatta il blocco totale (divieto assoluto di utilizzare i crediti d'imposta in F24 fino all'estinzione della pendenza)».
«Le conseguenze della "Stretta" per le Cooperative Sociali sono disastrose - sottolinea Cappadona -. Il meccanismo descritto dall'Articolo 26 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) crea una situazione di estrema difficoltà specialmente per queste imprese sociali, che si trovano in una situazione di credito IVA strutturale. Poiché le cooperative acquistano beni e servizi pagando l'IVA ai fornitori, ma non incassano l'IVA sulle vendite (per via dello split payment), maturano costantemente un enorme credito IVA nei confronti dello Stato, per il quale vi sarà l’impossibilità di compensazione (dal 1° luglio 2026). Finora, questo credito IVA veniva utilizzato per pagare ("compensare") i contributi INPS e INAIL dei lavoratori. Dalla seconda metà del 2026, la nuova legge vieta espressamente questa operazione. Il paradosso della liquidità: la cooperativa si ritrova con un "tesoretto" di crediti IVA verso lo Stato che non può usare per pagare i contributi dei dipendenti. Dovrà quindi versare i contributi in contanti (F24 a debito), mentre per recuperare il credito IVA dovrà attendere i lunghi tempi dei rimborsi dell'Agenzia delle Entrate.
L’iniquità del provvedimento è stata contestata da sempre dall’AGCI e nella memoria ufficiale depositata al Senato dall'Alleanza delle Cooperative, coordinamento tra AGCI, Confcooperative e Legacoop. Il settore delle cooperative sociali è Labor-Intensive - ricorda Cappadona -. Le cooperative sociali hanno costi del personale altissimi (spesso oltre il 70-80% del fatturato). La compensazione è stato finora l'unico modo per gestire il flusso di cassa. Si verifica una doppia penalizzazione: lo Stato trattiene l'IVA alla fonte (Split Payment) e contemporaneamente impedisce di usare quel credito per i contributi, costringendo le cooperative a ricorrere al credito bancario (con relativi interessi) per pagare le tasse. Nonostante gli emendamenti presentati per escludere le cooperative sociali o il settore agricolo da questa stretta, il testo finale approvato il 30 dicembre 2025 non ha previsto deroghe specifiche, confermando l'entrata in vigore del divieto per la seconda metà del 2026».
«Lo stop della compensazione con debiti INPS e INAIL dal 1° luglio 2026 comporta un ripensamento della strategia che riguarda la Zes Unica - continua Cappadona -. Per ottenere un veloce, concreto e visibile risultato allo sviluppo dei contesti territoriali occorrono misure aggiuntive, anche regionali, vanno identificate localmente ZLS che includano almeno: un'area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), aree retroportuali (anche produttive e aeroportuali), piattaforme logistiche e interporti. Come sosteniamo da sempre, in Sicilia occorre individuare Zone Franche sia turistiche, che montane e urbane (queste ultime almeno nei capoluoghi delle Città metropolitane. Le aree devono avere connessione logistica, essere definite all'interno di un Piano di Sviluppo Strategico (PSS) redatto dalla Regione e consentire la continuità territoriale, concorrendo a formare un ecosistema logistico integrato. Quello che ancora manca - conclude Michele Cappadona - è una visione di programmazione integrata regionale in grado identificare aree precise con infrastrutture materiali e immateriali in grado di garantire effettivamente una funzione catalizzatrice di crescita concreta».





