Bernadette Grasso, deputato della Regione Siciliana, sindaco di Capri Leone e coordinatrice di FI per la Provincia di Messina

«Grazie a un emendamento di cui sono prima firmataria e sostenuto da Forza Italia, la Regione Siciliana interviene per supportare i Comuni colpiti dagli effetti del Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL), venuto meno a livello statale ma che continua a pesare ogni anno sui bilanci degli enti locali».

Lo dichiara Bernadette Grasso, deputato della Regione Siciliana, sindaco di Capri Leone e coordinatrice di FI per la Provincia di Messina.
«Parliamo di Comuni che, pur avendo ricevuto in passato un contributo statale, oggi si trovano a dover restituire somme importanti come veri e propri prestiti, con gravi difficoltà nella chiusura dei bilanci e nel garantire i servizi essenziali ai cittadini.

Grazie a questa iniziativa, la Regione stanzia risorse straordinarie per neutralizzare parte del disavanzo e aiutare i Comuni fino a 15 mila abitanti a mantenere l’equilibrio finanziario, evitando il rischio di pre-dissesto o dissesto e liberando risorse da destinare ai servizi pubblici».

Michele Cappadona, presidente Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia

«Viva soddisfazione per questo intervento di attenzione verso le difficoltà in cui si trovano i piccoli comuni», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «Tra i servizi pubblici che il Comune garantisce ai cittadini c’è l’assistenza di prossimità assicurata alle categorie più fragili attraverso le cooperative sociali, grazie all’abnegazione di soci e operatori, che troppo spesso si trovano ad essere l’anello più fragile. Imprese sociali che subiscono remunerazioni sostanzialmente sottocosto, pagate spesso con scandalosi ritardi», continua Cappadona. «Plaudiamo all’iniziativa dell’on. Bernadette Grasso, a cui ricordiamo che la Regione da due anni gira il volto dall’altra parte quando viene ricordata la mancata applicazione del nuovo CCNL delle cooperative sociali alle convenzioni tra gli enti del terzo settore e gli enti locali siciliani. Massimo sostegno, quindi, a interventi regionale che assicurano fondi ai comuni, che consentano il regolare pagamento dei servizi di assistenza sociale, interamente di competenza comunale. Ma il ruolo prezioso che chiediamo di volere continuare a svolgere all’on. Grasso - continua Cappadona - è la pressione costante verso il governo regionale che mantiene tuttora irrisolto il nodo dei LEA, i livelli essenziali di assistenza che riguardano le prestazioni e i servizi sanitari fondamentali che il Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN) deve garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o tramite pagamento di un ticket, per tutelare il diritto alla salute. Sono definiti da decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), aggiornati nel 2001 e nel 2017, e comprendono prevenzione, ospedalizzazione e assistenza distrettuale, con l'obiettivo di fornire assistenza uniforme su tutto il territorio. Per i servizi sociosanitari integrati con una parte di assistenza sociale ed un altre di assistenza sanitaria, il Governo nazionale ha da lungo tempo decretato le quote di suddivisione delle rette di assistenza».
«La determinazione dei LEA, decretata del Presidente del Consiglio dei Ministri (con due DPCM, nel febbraio e novembre 2001) e la successiva vigente normativa, ricorda Cappadona, stabilisce inequivocabilmente la compartecipazione alla spesa per i servizi sociosanitari integrati, con una parte di assistenza sociale ed un altra di assistenza sanitaria. Per i disabili psichici in comunità alloggio, il 40% del costo è a carico del sistema sanitario (quindi delle Asp), mentre il restante 60% grava sui Comuni per la parte sociale. Una ripartizione che non è un optional, ma un obbligo derivante dal quadro normativo nazionale, recepito a livello regionale con una successione di norme coerenti, di cui l’ultima è la Circolare del 26.06.2018 dell'Assessorato della Famiglia. La criticità risale al 2001, con la riforma del Titolo V della Costituzione, ben 25 anni fa. Sono davvero tanti, e confidiamo che l’on. Grasso continui ad esercitare il suo massimo impegno per far cessare il disinteresse che la PA ha manifestato finora. L’AGCI Sicilia sarà al suo fianco.

Questa regione tratta i più fragili, “gli ultimi”, sempre più da ultimi, decimando tutte le cooperative sociali più virtuose e incoraggiando l’operato di quelle che lo sono meno, non curandosi di legalità e qualità delle prestazioni.

L'incuria burocratica e il menefreghismo decisionale non sono solo segni di inefficienza, ma agiscono come un vero volano di malaffare, trasformando le istituzioni in un ambiente permissivo dove l'illegalità diventa la norma».

«𝗡𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟮,𝟰 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼, precisa Bernadette Grasso, potranno tirare un sospiro di sollievo diversi Comuni, tra cui: Capo d’Orlando, Torrenova, Capri Leone, Acquedolci, Gioiosa Marea, Piraino, Naso, Frazzano’, Mirto, Galati Mamertino e altri ancora, che rientrano tra i beneficiari del contributo previsto per il 2026. È una misura di buon senso e di responsabilità istituzionale, che nasce dal mio ascolto dei territori e dal lavoro costante al fianco degli Amministratori locali.  Difendere i Comuni significa difendere le comunità, i servizi, la coesione sociale. Su questo impegno continuerò ad esserci, con determinazione e concretezza».

«Apprezziamo e sosteniamo questa dichiarazione d’intenti e di presenza», commenta Michele Cappadona, che conclude: «La paralisi amministrativa e l’incuria dei decisori finiscono per costituire un terreno fertile per l'illegalità, trasformando il disservizio in un incentivo al malaffare. L'opacità burocratica non è un errore neutro, ma un vero catalizzatore di irregolarità che logora il senso civico e normalizza il degrado ad ogni livello della società».