Il dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Siciliana ha pubblicato un bando da 1,5 milioni di euro dedicato alle imprese di PPC-piccola pesca costiera, cioè l’attività praticata da pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri.

«Questo nuovo intervento, che si pone sulla scia del precedente da 2 milioni di euro - spiega l’assessore all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea, Luca Sammartino - mira a consolidare il percorso di diversificazione e innovazione del settore ittico siciliano, incentivando la creazione di nuove forme di reddito per le imprese e sostenendo il rafforzamento della loro competitività».

Il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all'Agricoltura e Pesca, Luca Sammartino

Il bando, approvato con DDG 72/2026, si inserisce nell’ambito del programma nazionale Feampa 2021/2027, e offre ai pescatori già costituiti in forma di impresa o che si iscriveranno alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura entro la data di adozione del decreto di concessione del contributo, la possibilità di ricevere un finanziamento a fondo perduto pari al 50% delle spese, fino a un massimo di 75 mila euro per ciascun beneficiario, per progetti che non superino i 150 mila euro complessivi.
Tra i più interessanti investimenti ammessi, quelli nell’ambito della pescaturismo, della ricettività e della gastronomia.

«Il pescaturismo e l'ittiturismo sono attività di turismo esperienziale legate alla pesca professionale», osserva Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia, citando la documentazione ufficiale di settore della Regione Siciliana. «Entrambe sono forme di turismo sostenibile e responsabile, regolate per supportare il reddito dei pescatori artigianali. Sono due offerte che si rivolgono a tutti coloro che intendono conoscere a fondo, sia pure nel breve arco di una vacanza, sistemi, abitudini, ambienti, prodotti e tradizioni derivanti dal mondo della pesca». Il pescatore, diversificando attraverso bandi come questo, l'attività prevalente, ha l'opportunità di ottenere un miglioramento del proprio reddito e, contemporaneamente, di promuovere la cultura del mare, valorizzare la tradizione della pesca, per educare al rispetto dell'ambiente e alla salvaguardia delle specie.

Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia

 «Il pescaturismo  - continua Cappadona -, consiste nell'imbarcare turisti su pescherecci durante le battute di pesca e può svolgersi tutto l'anno L'ittiturismo coinvolge l'ospitalità e la ristorazione basata sul pescato, svolta dai pescatori a terra o a bordo. Il bando approvato con DDG n. 75 del 09.03.2026 rappresenta una nuova e diversa opportunità per rivalutare l'attività della pesca e dare un significato più ampio al lavoro del pescatore professionista, un'occasione per far conoscere il modo di vita, le abitudini e le specificità di chi vive il mare e con il mare». Si sottolinea che l’operazione di diversificazione aziendale deve essere in ogni caso complementare e correlata all’attività principale di pesca.

Leggi il bando: Sostegno alla diversificazione e nuove forme di reddito per la piccola pesca costiera