Michele Cappadona, AGCI Sicilia: “Luglio, il Fisco presenta il conto: doppia rottamazione e imposte concentrate mettono a rischio la liquidità di famiglie e imprese che hanno aderito alle ultime due definizioni agevolate”.
«Fino all’ultimo momento prima della sua entrata in vigore abbiamo contestato le modalità adottate per la Rottamazione Quinquies, a partire dall’illogico limite di inclusione di tutte le pratiche della Quater».
Il mese di luglio si conferma, anche quest'anno, uno dei periodi più delicati del calendario fiscale italiano. Alla tradizionale concentrazione di versamenti tributari si aggiunge infatti un elemento destinato ad accrescere le difficoltà finanziarie di migliaia di contribuenti: la contemporanea scadenza di due diverse definizioni agevolate delle cartelle esattoriali.
Il 31 luglio rappresenta infatti un crocevia particolarmente impegnativo. Entro questa data dovrà essere versata la terza rata della Rottamazione-quater – o il pagamento in un'unica soluzione per chi aveva optato per tale modalità – mentre nello stesso giorno è fissata anche la prima rata, oppure il saldo integrale, della Rottamazione-quinquies. Una coincidenza che determina un effetto cumulativo senza precedenti, destinato a incidere sulla capacità di pagamento di famiglie, lavoratori autonomi e imprese già chiamati a sostenere gli ordinari adempimenti fiscali di metà anno.
La definizione agevolata rappresenta da tempo uno degli strumenti più utilizzati dal legislatore per consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco attraverso il pagamento del solo debito residuo, con l'abbattimento di sanzioni e interessi secondo le modalità previste dalla legge. Tuttavia, l'efficacia di questi strumenti non dipende esclusivamente dalle agevolazioni riconosciute, ma anche dalla concreta sostenibilità delle scadenze fissate per il pagamento.
Ed è proprio su questo aspetto che negli ultimi mesi si sono concentrate le osservazioni di professionisti, associazioni di categoria e operatori della consulenza fiscale.
L'effetto imbuto del calendario fiscale
«Il problema – dichiara Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia, nasce dalla concomitanza di numerosi obblighi tributari nello stesso arco temporale. Oltre alle rate delle definizioni agevolate, il periodo estivo coincide infatti con il versamento del saldo delle imposte sui redditi relative all'anno precedente e del primo acconto per l'anno in corso. Per molti contribuenti il termine ordinario del 30 giugno viene differito al 31 luglio mediante il pagamento della maggiorazione dello 0,40%, determinando una naturale concentrazione dei versamenti nello stesso periodo.
A questi si aggiungono le liquidazioni periodiche IVA, i contributi previdenziali dovuti all'INPS, gli adempimenti relativi ai sostituti d'imposta e numerosi altri obblighi che interessano imprese e professionisti».
La conseguenza è facilmente intuibile: nello stesso mese si sommano debiti tributari ordinari e pagamenti straordinari collegati alle cartelle esattoriali, con un fabbisogno di liquidità che può risultare difficilmente sostenibile soprattutto per le piccole imprese, gli artigiani e i lavoratori autonomi.
Il tema assume particolare rilievo in una fase economica ancora caratterizzata da margini ridotti, incremento dei costi finanziari e persistenti difficoltà di accesso al credito per molte realtà produttive.
Non solo i contribuenti: sotto pressione anche gli studi professionali
La concentrazione delle scadenze produce effetti significativi anche sull'organizzazione degli studi di commercialisti e consulenti fiscali.
«Nel giro di poche settimane devono essere predisposti i modelli dichiarativi, calcolati saldi e acconti, gestite le liquidazioni IVA, verificati gli F24 e, contemporaneamente, monitorati i pagamenti delle due diverse procedure di definizione agevolata» – osserva Cappadona.
La gestione parallela di Rottamazione-quater e Rottamazione-quinquies aumenta inevitabilmente il rischio di errori operativi, sia nella predisposizione dei pagamenti sia nella corretta individuazione dei bollettini trasmessi dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Un semplice errore materiale può infatti determinare il mancato pagamento della rata corretta, con conseguenze particolarmente gravose per il contribuente.
Anche le regole applicabili alle due procedure non coincidono perfettamente.
Per la Rottamazione-quater continua a trovare applicazione il margine di tolleranza di cinque giorni previsto dalla disciplina vigente, mentre per la prima rata della nuova Rottamazione-quinquies tale finestra temporale non è stata espressamente prevista. Una differenza che, secondo numerosi operatori del settore, rischia di creare disparità difficilmente giustificabili proprio nella fase iniziale del nuovo piano di pagamento.
Il vero nodo è la sostenibilità finanziaria
Negli ultimi anni il dibattito sulla cosiddetta "pace fiscale" si è progressivamente spostato da un piano esclusivamente normativo a uno prevalentemente economico.
«La questione centrale – osserva Cappadona – non riguarda più soltanto la riduzione di sanzioni e interessi, ma la concreta possibilità per il contribuente di rispettare il piano di rientro. Più volte abbiamo segnalato che le maggiori criticitità dei contribuenti in difficoltà sono il numero delle rate e la durata, il numero delle rate di ritardo che causano la decadenza dell’agevolazione, e l’importo delle rate (di entità uguale o progressiva).
Se il calendario concentra poi nello stesso periodo imposte ordinarie, contributi previdenziali e rate della definizione agevolata, il rischio di insolvenza aumenta inevitabilmente. In questi casi la decadenza dai benefici della rottamazione non rappresenta soltanto una conseguenza giuridica, ma anche il sintomo di una programmazione fiscale poco coerente con la reale capacità finanziaria di una parte significativa dei contribuenti».
«È un tema – aggiunge Cappadona - che negli ultimi mesi è stato affrontato anche in numerosi approfondimenti specialistici. Tra questi, un'analisi pubblicata da *Altra Sicilia* ha evidenziato come una pace fiscale realmente efficace debba misurarsi non soltanto con il recupero del gettito, ma anche con la concreta sostenibilità economica dei piani di pagamento, valorizzando gli strumenti previsti dall'ordinamento per le situazioni di sovraindebitamento e favorendo soluzioni capaci di garantire un'effettiva regolarizzazione della posizione debitoria, anziché il semplice rinvio delle difficoltà finanziarie».
Le proposte sul tavolo
«Da tempo il mondo delle professioni economico-contabili e parti sociali come AGCI Sicilia — prosegue Cappadona —, propongono interventi finalizzati a rendere più razionali e sostenibili modalità e calendario della riscossione nei confronti dei contribuenti in difficoltà.
Una delle ipotesi maggiormente condivise consiste nello spostare la prima rata della Rottamazione-quinquies ai mesi di settembre o ottobre, evitando la sovrapposizione con la Quater e con il periodo più intenso degli adempimenti tributari.
Un'altra proposta riguarda la possibilità di riunificare i diversi piani di definizione agevolata ancora pendenti, consentendo ai contribuenti di gestire un unico piano rateale anziché procedure differenti con calendari autonomi.
Viene inoltre auspicata l'estensione del periodo di tolleranza già previsto per la Rottamazione-quater anche alla prima rata della Quinquies, così da uniformare il trattamento dei contribuenti.
Tra gli interventi suggeriti figura anche la possibilità di utilizzare in compensazione crediti fiscali e crediti commerciali certificati verso la pubblica amministrazione per il pagamento delle rate delle definizioni agevolate, riducendo l'impatto immediato sulla liquidità delle imprese.
Da più parti si chiede infine una più ampia "moratoria estiva", con la sospensione dell'invio di nuove cartelle e di ulteriori atti della riscossione durante i mesi di luglio e agosto, così da alleggerire un periodo già caratterizzato da una straordinaria concentrazione di adempimenti».
Un equilibrio ancora da trovare
Le definizioni agevolate rappresentano uno strumento importante della politica fiscale italiana con il proposito di consentire, negli ultimi anni, il recupero di rilevanti somme da parte dell'erario, offrendo al tempo stesso ai contribuenti una possibilità di regolarizzazione.
La loro efficacia, tuttavia, non può essere valutata esclusivamente sulla base delle somme iscritte nei piani di pagamento. Sarà altrettanto importante verificare quanti contribuenti riusciranno realmente a rispettare le scadenze senza compromettere il proprio equilibrio finanziario.
«La sfida, oggi, – conclude Cappadona – sembra essere proprio questa: trasformare gli strumenti della riscossione agevolata da semplici meccanismi di recupero del credito in percorsi realmente sostenibili, capaci di conciliare le esigenze dell'amministrazione finanziaria con quelle di un sistema economico che continua a chiedere regole più semplici, calendari meno congestionati e una maggiore attenzione alla concreta capacità contributiva di cittadini e imprese.
Definizione agevolata "Rottamazione Quinquies"
Definizione agevolata "Rottamazione Quater"





