Michele Cappadona: «Caos normativo e forti proteste intorno al testo della LR 14/2026 che lo scorso luglio ha esteso solo alle cooperative artigiane le agevolazioni regionali già in vigore per le singole imprese artigiane. Da anni AGCI Sicilia e le altre associazioni di categoria chiedono l’applicazione delle medesime agevolazioni a tutte le imprese cooperative».
Scoppia la protesta del mondo cooperativo per il mancato avvio della misura “Più Cooperazione” da parte del Dipartimento attività produttive, più volte annunciata, e che avrebbe dovuto essere resa possibile dalla legge regionale del 22 luglio 2026, n. 14.
L’aspettativa era quella di vedere riconosciuti a tutte le cooperative gli stessi benefici previsti dall’avviso “Più Artigianato”, approvato il 29 giugno 2023, con cui la Regione Sicilia ha concesso in favore delle imprese artigiane aiuti nella forma di contributi in conto interessi, in conto canoni sulle operazioni di locazione finanziaria e in conto capitale su finanziamenti concessi dalle banche e/o società di leasing. L'art. 3 invece estende alle cooperative artigiane i benefici che riguardano i fondi dell'artigianato.
«Le imprese nostre aderenti, allarmate dall’avere letto sulla stampa la notizia di un emendamento che avrebbe escluso le cooperative da agevolazioni regionali, hanno subito chiesto spiegazioni», dichiara Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia. «In realtà tutto si origina dal caos normativo tipico della formulazione delle leggi che spesso, invece di affermare direttamente e chiaramente la nuova disciplina adottata, consiste in criptiche modifiche a norme precedenti il cui testo è superato e impreciso. In particolare, il testo dell’art. 3 rimanda ad altre norme che riguardano solo l’artigianato e che si riferiscono ad Artigiancassa e Crias, denominazioni che non esistono più da quando Crias e Ircac sono state fuse nell’istituto di credito regionale IRCA.
Si legge nella relazione illustrativa del ddl 1030/A stralcio III del 27 gennaio 2026, approvato come LR 14/2026 che “l’articolo 3 è finalizzato ad estendere alle società cooperative le agevolazioni già concesse alle imprese artigiane con il fondo di cui all’art.41 della legge regionale 18 febbraio 1986 n. 3 nell’ambito degli aiuti previsti dall’art. 55 della L.R. 23 dicembre 2000, n. 32. Essa scaturisce dalla necessità di far fronte alle pressanti richieste delle associazioni del sistema cooperativistico siciliano che richiedono un aiuto al fine di risollevare il comparto delle cooperative siciliane. Gli aiuti, già concessi dalla CRIAS alle imprese artigiane, verranno incontro al fabbisogno delle società cooperative che vogliano effettuare investimenti usufruendo di finanziamenti bancari o contratti di locazione finanziaria. Le agevolazioni consisteranno in un abbattimento dei costi del finanziamento e in un contributo a fondo perduto sull’investimento effettuato”.
Il caos normativo nasce dal rimando a vecchie norme riferite ad Artigiancassa e Crias senza alcun riferimento all’attuale iRCA. In effetti il testo approvato dell’art. 3 estende alle cooperative artigiane le agevolazioni riservate alle imprese artigiane, senza negare o escludere le altre cooperative da agevolazioni vigenti loro riservate. A nostro modestissimo avviso - continua Cappadona - la norma che occorreva (e occorre) approvare era che l’IRCA fosse autorizzato a concedere tanto alle imprese artigiane che a quelle cooperative le medesime agevolazioni, oggi previste nella misura “Più Artigianato”, disciplinandone la concessione con una misura “Più Cooperazione” che ne adegui l’erogazione alle società cooperative non artigiane. Non vanno poi certo ripartite le risorse dei fondi per l’artigianato estendendone l'accesso alle cooperative, semmai aumentati i fondi per la cooperazione per garantire le medesime tipologie di aiuto ad entrambi i comparti. Non si tratta quindi di abrogare o emendare l’art. 3, che tratta solo di artigiani, ma di fare approvare una nuova norma facilmente leggibile ed applicabile».
«Bene in ogni caso, conclude Cappadona» l’avvenuta convocazione di un tavolo con l’assessore Edy Tamajo per risolvere la situazione di sperequazione in atto e consentire di adottare il percorso più veloce per fare “Più Cooperazione”, attraverso l’IRCA».





