Pescatori issano le reti colme di pesce a bordo

Il Primo Bacino del porto di Riposto è stato ufficialmente riconsegnato al Comune a metà settembre 2026 al fine di permettere il ricovero temporaneo della flotta peschereccia jonica, messa a dura prova dalle drammatiche mareggiate causate dal ciclone Harry a inizio anno. La marineria locale ha formalizzato la richiesta di una concessione stabile dell'area per garantire una protezione strutturale e duratura a tutte le imbarcazioni- La proposta dei pescatori, che deve passare il vaglio della Regione, è stata fortemente sostenuta in Commissione Ars dall’on. Santo Primavera.

Assegnare in maniera stabile e definitiva il Primo Bacino del porto di Riposto alla flotta peschereccia jonica per tutelarla dalle mareggiate estreme e dai cambiamenti climatici. È questa la richiesta centrale al centro dell'audizione tenutasi dinanzi alla III Commissione Attività Produttive, Pesca e Agricoltura dell’ARS, promossa a seguito di una dettagliata relazione presentata dall’Organizzazione di Produttori della Pesca.
L'iniziativa nasce dalla necessità di prevenire il ripetersi di danni devastanti come quelli subiti dalle imbarcazioni in occasione del passaggio del ciclone Harry. Secondo i rappresentanti del comparto, il Primo Bacino non deve essere inteso come un semplice approdo, ma come un vero e proprio presidio permanente di protezione civile a tutela della flotta.
L'area deve costituire, infatti, un'unità funzionale autonoma e separata dal porto turistico situato a sud, evitando così interferenze con il traffico da diporto. Mentre il molo foraneo risulta fortemente esposto alla furia dei marosi, il Primo Bacino, trovandosi in posizione più rientrata, garantisce un riparo naturale e sicuro per le imbarcazioni.

Il porto di Riposto (noto commercialmente anche come Porto dell'Etna) è storicamente strutturato su due bacini principali. Il Primo Bacino, progettato inizialmente per la nautica da diporto, è rimasto per molti anni inutilizzato a causa di complesse vicende giudiziarie e sequestri di vecchi pontili. Il Secondo Bacino (e molo foraneo) è la zona storicamente attiva che ospita la grande maggioranza del transito. È qui che coesistono il porto turistico privato gestito dalla Marina di Riposto e gli spazi originariamente dedicati alla flotta peschereccia locale lungo il molo foraneo. A causa dei gravissimi danni provocati dal ciclone Harry alle banchine del molo foraneo (l'area tradizionalmente usata dai pescatori), la flotta peschereccia non ha più un attracco sicuro. Per questo motivo, la Regione ha sbloccato e bonificato il Primo Bacino, consegnandolo provvisoriamente al Comune esclusivamente per dare un ricovero temporaneo ai pescherecci.

Spostare in modo definitivo la flotta peschereccia nel Primo Bacino non è un'operazione immediata a causa di rigidi vincoli burocratici e normativi.
Ogni variazione d'uso delle banchine deve essere registrata e approvata all'interno del PUDM comunale (Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime). Modificare una banchina da "diportistica/turistica" a "pesca commerciale" richiede una variante strutturale al piano.
In Sicilia, la competenza sulle concessioni e le variazioni delle linee demaniali portuali spetta all'Assessorato Regionale del Territorio e dell'Ambiente. Il Comune non può decidere da solo: la richiesta della marineria di ottobre 2026 deve superare una conferenza dei servizi regionale per ottenere il via libera legale e la variazione della concessione.

Per rendere la concessione pienamente operativa, l'Organizzazione dei Produttori ha sollecitato l'Assemblea Regionale Siciliana affinché si faccia promotrice di tre provvedimenti: il passaggio del Primo Bacino da uso diportistico a peschereccio, per accogliere stabilmente almeno 50 delle 100 imbarcazioni che fanno base a Riposto; il superamento del regime di proroghe temporanee attraverso un'assegnazione stabile al ceto peschereccio professionale; Il finanziamento rapido degli interventi di collaudo della struttura, l'adeguamento degli impianti elettrico e idrico e la verifica delle bitte di ormeggio, oltre alla definizione di un piano di ricovero straordinario in coordinamento con la Capitaneria di Porto in vista delle allerte meteo.
A farsi portavoce delle istanze della marineria nel corso della seduta del 30 settembre è stato il deputato regionale del Mpa, Santo Primavera: “I pescherecci possono trovare ricovero presso il Primo Bacino, ma l'aspetto temporaneo deve fare fronte anche al cambiamento climatico e pertanto occorre un riparo rinforzato all'interno del porto. Il molo foraneo è più esposto in caso di nuove mareggiate, mentre il Primo Bacino è molto più ritirato. Esporre le marinerie e i pescherecci a un pericolo maggiore significa far uscire fior di denari alla Regione nell'ipotesi di eventi eccezionali e di risarcimento danni. Questa è la questione centrale per cui è necessario fare fronte comune, per salvaguardare un comparto che rappresenta anche un'attività sociale fondamentale per il nostro territorio”. All'incontro in Commissione hanno partecipato i rappresentanti delle marinerie di Riposto e della zona ionica, affiancati dalla Lega Navale, schierata in prima linea a supporto dei pescatori locali.