Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana

Si aggrava il ritardo dei pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione nel comparto della cura e assistenza di malati cronici e terminali, anziani, disabili, minori

Le imprese che hanno dovuto programmare i servizi di assistenza alla persona garantendo standard parametrati in termini di personale secondo precise disposizioni economiche nazionali, si trovano ora ad avere gravissimi problemi di bilancio

I vertici della federazione siciliana dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane lanciano un allarme sulla tenuta del sistema imprenditoriale siciliano: occorre risolvere presto e definitivamente il problema del ritardato pagamento della Pubblica Amministrazione alle imprese e al bacino di attività che riguardano il mondo della Cooperazione, soprattutto, per tutti i servizi sociali che eroga per gli enti locali e le A.S.P.

“La situazione diventa di giorno in giorno più insostenibile e non è giusto che a pagarne le conseguenze siano i lavoratori e le aziende che rischiano di chiudere solo perché fornitrici dello Stato e delle sue articolazioni territoriali, ad ogni livello” rileva Silvana Strano, presidente di AGCI Solidarietà (l’organismo settoriale che raggruppa e rappresenta tutte le cooperative sociali aderenti all’Associazione Generale delle Cooperative Italiane).
"Ci è stato ripetutamente assicurato che il problema dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per i beni ed i servizi acquistati dalle imprese dovesse essere considerato ormai superato e che si sarebbe provveduto già dall'immediato futuro a saldare le fatture in tempi almeno accettabili. Ma nella nostra regione sembra che il Governo di Palazzo d'Orleans e le Istituzioni regionali non intendano dare attuazione ad un impegno che è stato assunto sull'intero territorio nazionale e che, si ricorda, è stato oggetto di una procedura di infrazione dell'Unione Europea nei confronti dell'Italia.
Come AGCI Sicilia non possiamo però sopportare oltre una tale situazione, ed avvieremo da subito tutte le iniziative utili ed opportune per rimuovere il problema ed evitare il continuo aggravarsi di una vera e propria ecatombe delle imprese, in particolare delle imprese cooperative. Tuttavia il nostro senso di responsabilità ci suggerisce di non praticare forme di protesta di piazza per non alimentare, anche involontariamente, rischi di disordine e sentimenti ostili alle Istituzioni, rispettandone comunque il ruolo di baluardo imprescindibile della democrazia."
Sono tante infatti le cooperative sociali che si trovano a fronteggiare le difficoltà derivanti non soltanto dalle questioni lavorative, ma anche dagli estremi ritardi nei pagamenti da parte delle istituzioni. “D’altro canto non si può interrompere il servizio e questo non fa che stringere gli operatori e le aziende in una spirale debitoria” prosegue Silvana Strano. “A chi svolge un lavoro delicato come la cura e l’assistenza di malati cronici e terminali, di anziani, di disabili, di minori, nonché l’accoglienza ai migranti ed in particolare ai minori non accompagnati, si aggiunge anche la beffa delle rette giornaliere”. Su tale argomento, precisa ancora Silvana Strano, “sebbene le rette giornaliere ammontino a 76,61 euro per ciascun utente, le cooperative ricevono soltanto la quota da parte del Ministero dell’Interno di 45,00 euro. Non capiamo le ragioni per le quali la Regione Siciliana non proceda all’adozione delle misure necessarie per colmare questa disparità, dal momento che, nello specifico, le strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati rispondono agli stessi requisiti di legge delle comunità alloggio per minori alle quali sono equiparate”. In sostanza le imprese che gestiscono tali servizi e che hanno dovuto programmare l’assistenza garantendo standard parametrati in termine di personale secondo precise disposizioni economiche nazionali, si trovano ora ad avere gravissimi problemi di bilancio.
Mediamente i debiti della pubblica amministrazione vengono onorati oltre i 365 giorni, in taluni casi si va ben aldilà dei 600, cifre non insignificanti che nessuna struttura economica può continuare a sostenere senza rimanerne schiacciato, ovviamente, insieme a tutti i lavoratori.
"A tal proposito", annuncia Silvana Strano, "promuoveremo nei prossimi giorni l'invio, da parte di tutte le cooperative interessate, di un messaggio alla Regione Siciliana ed a tutte le altre articolazioni sul territorio della stessa Regione e dello Stato affinché si prenda atto della gravità del fenomeno e del suo peso economico sull'intera Sicilia. Provvederemo, immediatamente dopo, ad inviare tutti questi messaggi anche al Governo nazionale ed alle autorità dell'Unione Europea, allo scopo di determinare le condizioni per le quali il problema venga assunto da chi ne ha competenza, perché le responsabilità vengano accertate e le sanzioni vengano comminate insieme alla soluzione del problema. Adiremo tutte le sedi competenti, comprese quelle giudiziarie, per difendere il diritto delle imprese, e delle imprese cooperative, a non soccombere per i troppi crediti vantati nei confronti di chi dovrebbe operare per il loro sviluppo e non per la loro morte."

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