crocetta alfano

Dalle parole ai fatti, la cooperazione siciliana si mobilita. Dopo aver lanciato l’allarme e richiesto nei giorni scorsi un incontro con i vertici regionali, AGCI Sicilia insieme ad altre centrali di rappresentanza cooperativa ha indetto una giornata di protesta per chiedere l’annullamento o la modifica del decreto presidenziale n. 513/2016 e della recente circolare n. 2/2016 a firma dell’Assessore Miccichè, con i quali si demanda l’accoglienza esclusiva di minori stranieri non accompagnati (MSNA) in strutture di accoglienza di secondo livello, compiendo di fatto e di diritto una distinzione tra comunità alloggio per minori nativi e quelle preposte all’accoglienza dei minori migranti. Nella mattinata, numerosi rappresentanti di cooperative sociali che si occupano di minori (nativi e stranieri) provenienti da tutta la regione, coordinati dalle centrali cooperative, si sono riuniti per un sit-in davanti alla sede dell’Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro a cui erano presenti anche le telecamere del noto TG satirico nazionale “Striscia la Notizia”.
Nel corso della manifestazione una delegazione composta da rappresentanti delle centrali cooperative e di alcune cooperative sociali è stata invitata a Palazzo D’Orleans per un incontro con il Presidente Crocetta il quale, dopo una lunga attesa, ha raggiunto il gruppo nel pomeriggio. “Il Presidente si è mostrato sensibile al tema” racconta Roberta Grimaldi, componente del direttivo di AGCI Sicilia, presente all’incontro “ha ascoltato il nostro punto di vista e sulla scorta delle nostre rimostranze ha ammesso che il decreto n. 513 presenta diversi angoli da smussare e sui quali sembrerebbe disposto a rivederlo”.
A preoccupare i tantissimi cooperatori presenti alla protesta è, in primis, l’ostracizzazione dei minori stranieri per i quali, a seguito della pubblicazione del decreto e della successiva circolare, appare improprio parlare di integrazione.
Altro nodo cruciale è quello delle rette giornaliere per singolo ospite, per le quali il Ministero dell’Interno eroga un contributo pari a 45,00 euro a cui soltanto nel caso delle comunità alloggio per minori nativi i Comuni o la Regione compartecipano con ulteriori risorse per 31,61 euro pro die pro capite, ingenerando una evidente disparità di trattamento tra i primi ed i MSNA.
“I provvedimenti posti in essere dal governo regionale sono in contrasto con la convenzione sui diritti dell’infanzia, con la convenzione di Ginevra e con la Costituzione Italiana” osserva Roberta Grimaldi “per cui mi chiedo se le leggi non siano valide, oltre che per i cittadini ed i privati, anche per le Istituzioni”.
Sulla questione delle rette, incalzato dalla delegazione, il Presidente Crocetta ha manifestato la volontà di incontrare il Ministro dell’Interno Alfano per chiedere l’istituzione di un fondo speciale per la Sicilia, che da sola si trova a dover gestire un’emergenza i cui numeri fanno impallidire quelli registrati in altre Regioni.
L’AGCI, che ha già richiesto un incontro con il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, valuta positivamente il coinvolgimento dell’inquilino del Viminale anche da parte del Presidente della Regione ed auspica inoltre di chiamare in causa l’ANCI, sia a livello regionale che nazionale, quale rappresentante dei Comuni interessati dal fenomeno dell’immigrazione.
Nonostante l’incontro e gli intenti programmatici, comunque, l’incertezza, il malcontento e le preoccupazioni restano: “C’è bisogno di risposte tempestive ed efficaci. Soltanto nella giornata di ieri sono giunti in Sicilia 220 nuovi minori stranieri non accompagnati per i quali è necessario trovare una sistemazione” rileva Silvana Strano, rappresentante regionale di AGCI Solidarietà, l’organismo settoriale che raggruppa e rappresenta tutte le cooperative sociali aderenti all’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, che aggiunge: “Chiedo ancora una volta al Governo regionale di revocare il decreto n. 513 se si vuole garantire un servizio qualitativamente valido ed evitare una crisi occupazionale strisciante che a causa dei ritardi nei pagamenti rischia già di travolgere una buona fetta dell’economia della regione”.
La partita dunque, lontana da ogni epilogo, è ancora tutta da giocarsi.

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