Castello di Vizzini (CT), progetto BeeDini Vizzini 2030, foto di Salvo Puccio

Cultura, inclusione e sviluppo: aperte le iscrizioni per l’incontro online, martedì 27 gennaio 2026 alle ore 10:00, di presentazione tecnica del Bando Storico-artistico e culturale rivolto a cooperative sociali e agli altri enti del Terzo Settore. Il bando scade il 18 marzo 2026.

Fondazione con il Sud, si rivolge al Terzo settore e mette a disposizione 4 milioni di euro per la valorizzazione di beni immobili pubblici di valenza storico, artistico e culturale nelle regioni del Sud Italia attraverso progetti che sappiano coniugare cultura, inclusione e sviluppo.

Scarica qui il Bando Storico artistico e culturale 2025. La scadenza per la presentazione delle proposte è il 18 marzo 2026. Ai fini dell’ammissibilità è necessario che la proposta di progetto richieda un contributo da parte della Fondazione non superiore a € 600.000; apporti una quota di cofinanziamento monetario pari ad almeno il 20% del costo totale del progetto.

Valorizzare beni immobili pubblici con un rilevante valore storico-artistico e culturale attualmente non utilizzati o sottoutilizzati, per restituirli alle comunità e farne un luogo in cui la cultura diventa strumento di sviluppo, coesione e inclusione sociale. Con questi obiettivi, la Fondazione con il Sud promuove il nuovo bando storico-artistico e culturale, mettendo a disposizione complessivamente 4 milioni di euro per sostenere progetti che vadano in questa direzione nei territori urbani e periurbani dei comuni con almeno 50.000 abitanti, in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Martedì 27 gennaio alle ore 10 sarà trasmessa online la presentazione tecnica del bando. Per partecipare è necessario iscriversi compilando il seguente Google form entro lunedì 19 gennaio https://forms.gle/eaCnjcciWoKqos4XA

«Quello della valorizzazione dei beni storico-artistici e culturali è un ambito di intervento su cui la Fondazione ha sempre creduto, sostenendo nel corso degli anni progetti che sono divenuti “esemplari”, dunque modelli da replicare in altri territori per la loro capacità di generare sviluppo e inclusione sociale puntando sulla cultura», ha dichiarato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. «Promuoviamo la collaborazione pubblico-privato sociale e anche con questo bando cerchiamo di dare il nostro contributo, creando una sinergia significativa tra comuni ed enti di terzo settore attorno a spazi da valorizzare per renderli fruibili dalla comunità, generare cambiamento, innovazione e opportunità anche professionali che possano favorire chi decide di restare al Sud».

Diversi studi sottolineano che i servizi culturali hanno un impatto decisivo sulla qualità della vita e sullo sviluppo locale. Secondo i dati ISTAT, il settore culturale e creativo contribuisce per circa il 5,6% al PIL nazionale, generando oltre 1,5 milioni di posti di lavoro, con un effetto moltiplicatore positivo anche su turismo, artigianato e servizi. Tuttavia, nel Mezzogiorno, la spesa pubblica pro-capite per cultura e ricreazione rimane più bassa di circa il 30% rispetto al Centro-Nord, accentuando le disuguaglianze nell’accesso all’offerta culturale. Nei tessuti urbani, la riduzione dei servizi e delle attività culturali nei centri storici e nelle periferie contribuisce alla perdita di attrattività dei territori e alimenta processi di marginalizzazione sociale. In molte aree periurbane del Sud Italia si riscontra un vero e proprio “deserto culturale”: biblioteche, teatri e spazi sociali sono assenti o sottoutilizzati, con la conseguenza che i beni culturali, pur ristrutturati, non riescono a diventare luoghi di riferimento per la comunità.

Le proposte dovranno favorire l’accesso alla cultura, l’inclusione sociale e lo sviluppo di micro-economie locali sostenibili che, a partire dai bisogni e dalle potenzialità del territorio, generino l’inserimento socio-lavorativo di persone che vivono situazioni di difficoltà.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta al rafforzamento delle collaborazioni pubblico-private, creando sinergie tra istituzioni, imprese culturali e comunità, al fine di garantire sostenibilità, continuità e sviluppo di opportunità occupazionali.

Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente on line, entro il 18 marzo 2026 attraverso il portale Chàiros, raggiungibile dal sito della Fondazione.

Le partnership progettuali dovranno essere composte oltre che dal soggetto responsabile, un ente di terzo settore con disponibilità del bene culturale pubblico oggetto dell’intervento per un minimo di 10 anni, da almeno altre 3 organizzazioni, 2 o più delle quali appartenenti al mondo del Terzo settore, e dal Comune nel cui territorio si trova il bene pubblico oggetto della valorizzazione.

Nei progetti potranno essere coinvolti altri enti del terzo settore, istituzioni (servizi sociali, magistratura di sorveglianza, tribunali, etc.), scuole, associazioni di categoria, agenzie per il lavoro, centri per l’impiego e soprattutto imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

 

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