Senato

Michele Cappadona 24ott2018 b“Soddisfazione di AGCI Sicilia per il testo definitivamente approvato il 27 giugno al Senato, della legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 34/2019 recante misure urgenti di crescita economica, dove sono presenti anche importanti provvedimenti a sostegno del Comune di Catania in dissesto”, afferma Michele Cappadona, presidente regionale dell’Associazione Regionale delle Cooperative Italiane. “Prevista l’istituzione del ‘Fondo per il concorso al pagamento del debito dei comuni capoluogo delle città metropolitane’. In particolare, ai fini del concorso nel pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti per spese di investimento da parte dei comuni capoluogo delle città metropolitane in dissesto finanziario, è riconosciuto un contributo di 20 milioni di euro per l’anno 2019 e di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033”. Questo il testo convertito del Decreto Crescita.

Approvazione norma "Salva Catania" il plauso dei sindacati: "Grati al governo ed al parlamento, ma adesso attendiamo un segnale dalla Regione. Risultato positivo dovuto a mesi di intense battaglie".

"Salutiamo con soddisfazione la conversione in Senato del ‘Decreto crescita’ che contiene una norma vitale per Catania. L'entrata in vigore della nuova legge, consentirà alla nostra città di non fallire ulteriormente e pensare a programmare il futuro con maggiore serenità, senza dover pensare all'assolvimento degli ingenti obblighi contabili legati ai mutui in essere. Siamo grati al governo ed alla deputazione nazionale, che nelle scorse settimane avevamo più volte esortato e sensibilizzato ad intervenire, poiché è riuscita a mantenere fede ad un impegno preso nei confronti dei nostri concittadini”.

È quanto hanno dichiarato, a margine della conferenza stampa del sindaco Salvo Pogliese, i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, aggiungendo: "Adesso possiamo guardare avanti con meno ansia, ma sicuramente con più determinazione per raggiungere l'obiettivo di uscire il prima possibile da questa singolare situazione. Per questo motivo, come sindacati insieme all'Ufficio diocesano per le problematiche del lavoro e ad Agci, Cna, Confcooperative, Legacoop, Confimprese, Uneba, Unci ed Unicoop, nel rappresentare lavoratori e cittadini, continueremo a rimanere a fianco dell'amministrazione perché, dopo la fase della paura, inizi davvero quella della speranza attraverso una seria programmazione.

Continuiamo a credere fortemente in quella concertazione con l'amministrazione comunale che, da contributo di idee, possa tramutarsi in azioni virtuose per il rilancio dell'ente e del territorio. Una realtà, come la nostra, dove c'è molto da fare a partire dalla concretizzazione di quei tanto attesi progetti del "Patto per Catania" che a causa dell'inerzia hanno subito una considerevole riduzione in termini di risorse impegnate. Con l'indispensabile contributo di tutti, bisogna lavorare con maggiore costanza affinché non vengano perse ulteriori somme. In questi mesi, difficilissimi per la città, unendo le forze come sindacati (ricevendo anche il concreto appoggio delle nostre segreterie nazionali nelle sedi governative romane) e parti sociali - sottolineano Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci, ci siamo intestati una battaglia portando alla ribalta la "vertenza Catania" con l'organizzazione di incontri, manifestazioni, tavoli tecnici ed anche momenti di protesta, trovando in sua eccellenza il Prefetto ed in sua eccellenza l'Arcivescovo, che ringraziamo di cuore a nome dei catanesi, un autorevole sostegno che ci ha consentito di stimolare un fattivo dialogo con l'amministrazione cittadina, che ha prodotto i suoi frutti ed a cui vorremmo dare continuità.
Nessuno vince da solo e nessuno perde da solo, mai! Così è avvenuto anche in questo caso, dove le organizzazioni sindacali hanno dato il loro contributo di idee e di azione per conquistare un provvedimento che ci piace definire non "Salva Catania", ma "Decreto pari dignità". Una conquista dei catanesi. Vorremmo che, adesso, anche dalla Regione Siciliana, con il governo e la deputazione regionale, in particolare quella catanese, arrivi un segnale positivo per la nostra comunità ed il suo Comune, considerato che ancora allo stato attuale sembra che ogni tentativo di aiuto sia naufragato tra le mura dell'Ars. È quanto auspichiamo  - concludono - ed è ciò che chiediamo, continuando ad immaginare sin da domani la ripresa delle iniziative di discussione a cominciare dalla lotta all'evasione, dal taglio delle spese superflue e dalla rimodulazione del bilancio comunale”.

 

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