Rosario Carlino

Assoconfidi Sicilia propone iniezioni di liquidità a sostegno delle imprese siciliane. L’intervento tecnico dei confidi per la semplificazione delle procedure di erogazione.

L’emergenza da Covid-19 sta affiancando al dramma socio-sanitario quello economico che coinvolge le m-Pmi siciliane, a rischio chiusura. Diversi gli interventi che, a livello nazionale e regionale, si stanno mettendo in campo, ma per Assoconfidi Sicilia, l’associazione dei consorzi fidi dell’Isola, occorre immettere liquidità direttamente nelle casse delle aziende, grazie anche alle deroghe ai vincoli di stabilità che l’Ue ha decretato.

Le proposte avanzate all’assessorato regionale dell’Economia e ad Irfis si prefiggono l’obiettivo di favorire, grazie anche alla garanzia e all’attività di assistenza tecnica dei confidi, finanziamenti agevolati alle imprese siciliane a tasso zero e concessi da banche, intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia e dagli enti finanziari strumentali della Regione (Irfis, Ircac, Crias). Ciò per via dei fondi pubblici di cui dispone la Regione, a cominciare dai fondi europei in rientro, dal “Fondo Sicilia” di 87 milioni istituito lo scorso giugno presso Irfis e dai 100 milioni di euro che l’assessorato all'Economia vorrebbe conferire al Fondo Centrale di Garanzia. Questo primo progetto è stato chiamato “Fondo Credito Sicilia” e verrebbe alimentato con 200 milioni di euro in modo da erogare, si stima, 1.000 finanziamenti per ogni 20 milioni di euro, considerando pari a 20mila euro l’importo medio di ciascun finanziamento.

All’ipotesi del “Fondo Credito Sicilia”, al vaglio dell’assessorato regionale, sono state elaborate tre ulteriori proposte a valere sul citato “Fondo Sicilia” di 87 milioni istituito presso Irfis. In particolare, a seguito della autorizzazione, a valere sul “Fondo Sicilia”, della Misura Straordinaria di Liquidità (MLS) attraverso i decreti assessoriali del 23 marzo e dell’1 aprile, si vorrebbe concedere un ulteriore contributo a fondo perduto sui finanziamenti alle imprese con sede in Sicilia da parte di banche e intermediari finanziari ex art. 106 T.U.B., assistiti da garanzia all’80% dei confidi riconosciuti dalla Regione Siciliana. Il contributo sarebbe pari al 3% del finanziamento erogato e sino a un massimo di 3.000 euro per singola impresa beneficiaria. Ciò passerebbe dalla modifica della convenzione stipulata proprio tra Irfis e Assoconfidi Sicilia dello scorso 19 dicembre.

La seconda proposta, sempre a valere sul “Fondo Sicilia”, andrebbe ancora oltre, prevedendo finanziamenti diretti per un importo massimo concedibile pari al 25% del fatturato secondo l’ultimo dato ufficiale e, in ogni caso, non oltre la soglia di 50.000 euro. In particolare, ciò avrebbe come destinatari aziende di qualsiasi settore operanti in Sicilia, con rating Crif fino a 10 o Cerved fino a 9, classificate “in bonis” e con assenza di pregiudizievoli. Si tratterebbe, quindi, di aziende vagliate, secondo criteri oggettivi, già dai confidi e, dunque, affidabili e pronte per ricevere il finanziamento da erogare entro 15 giorni lavorativi.

La terza proposta, infine, nella logica dei fondi rotativi, vedrebbe in campo direttamente i confidi assegnando ai due unici vigilati 106 siciliani, soci di Assoconfidi, la gestione di due lotti da 10 milioni di euro, in rete con i confidi 112 associati di Assoconfidi, per erogazione e liquidità immediata per tagli di finanziamenti medi di 20.000 euro. «L’intervento dei confidi – dichiara Rosario Carlino, presidente di Assoconfidi Sicilia – permetterebbe un considerevole sgravio di analisi, favorendo la semplificazione delle procedure tradizionalmente previste, in modo da contingentare i tempi. Qui il valore aggiunto della proposta, perché alle imprese siciliane servono soldi e tempi rapidi. In questo momento di grave crisi, tra drammi umani e problemi mai affrontati prima, le nostre aziende necessitano della liquidità che possa compensare l’assenza di ricavi attraverso un accesso al credito sicuro e facilitato. Le nostre proposte mirano proprio a questo, attraverso i fondi pubblici di cui la Regione dispone e grazie all’attenzione che l’assessore Gaetano Armao e la stessa Irfis stanno mostrando».

 

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