legge imprese culturali e creative 

“Importante arrivare alla definizione di un quadro normativo che metta ordine e chiarezza in tema di imprese culturali e imprese creative, attraverso il confronto con i diversi soggetti istituzionali.”. Commenta così Eugenio Fusignani, presidente di AGCI Culturalia, il settore della cultura dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane,

Federculture ha ritenuto necessario e urgente mettere a confronto gli attori coinvolti e i protagonisti dell’azione legislativa sulle ICC, nella speranza che si arrivi a una unificazione delle proposte di legge già presentate, che nel processo di formazione della norma vengano coinvolti operatori e portatori di interessi e si tenga conto delle istanze già sollevate dalle realtà diverse e rappresentative dell’ecosistema cultura.
Il composito universo delle Imprese Culturali e Creative è di rilevante importanza per l’intero “Sistema Italia”, sia sotto il profilo dello straordinario peso strategico per l’economia nazionale, sia per l’eccezionale rilevanza nel creare valore sociale. Parliamo di un settore che per Eurostat in Italia conta oltre 180mila imprese attive che producono circa 14,8 miliardi di euro di valore aggiunto, (il 10% del valore aggiunto culturale europeo), mentre gli occupati nel settore sono 815mila, pari al 3,5% dell’occupazione totale.
Un comparto che già da tempo è oggetto di attenzione sul piano normativo, ma che sempre più necessita di un duadro legislativo definito che lo identifichi e lo sostenga, mettendo ordine e offrendo una griglia di interpretazione chiara e univoca.
I tempi sembrano essere ormai maturi: in queste settimane due proposte di legge sono state depositate alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica (a firma rispettivamente dell’On. Matteo Orfini e del Senatore Mario Occhiuto), mentre nel recente Disegno di legge sulle “Disposizioni organiche per la valorizzazione, promozione e tutela del made in Italy” il Ministero dell’Impresa e del Made in Italy dedica un’importante attenzione a questo tema. Anche le Regioni stanno legiferando in tal senso, un esempio importante è la legge recentemente promulgata dalla Regione Abruzzo
“Due proposte di legge, in tema di imprenditoria culturale, sono state depositate alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica e sono in discussione presso le rispettive Commissioni. Un passo importante per chi, come le nostre cooperative, opera in questo settore e che necessita, dunque, di una Legge unica, che tuteli e sostenga imprenditori e cooperatori della filiera”. Commenta così Eugenio Fusignani, presidente di AGCI Culturalia, il settore della cultura dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, in occasione del convegno promosso, oggi 4 Luglio, da Federculture aggiungendo: “Seguiamo con attenzione la stagione di impegni legislativi in programma perché è importante arrivare alla definizione di un quadro normativo che metta ordine e chiarezza in tema di imprese culturali e imprese creative, attraverso il confronto con i diversi soggetti istituzionali. Un plauso va a Federico Mollicone, Presidente VII Commissione (Cultura Scienze Istruzione) della Camera dei Deputati che ha evidenziato il ruolo della cooperazione nell’ambito del settore. Ribadiamo, dunque, la nostra disponibilità al confronto e al dialogo con il governo”.

Sul fronte delle imprese e degli operatori negli ultimi mesi vi sono state più occasioni di approfondimento e confronto, anche con le forze politiche, attraverso la redazione di un documento, Cultura è futuro, sottoscritto in prima battuta da 18 organizzazioni di categoria.
Legge ICCA valle di questo percorso, di cui si riconosce l’importanza e la positività Federculture ha chiamato ad un confronto gli attori coinvolti e i protagonisti dell’azione legislativa per porre dei punti fermi e mettere sul tavolo delle proposte di metodo e di merito:
- ˜procedere unificando i percorsi normativi, nel coordinamento dei diversi attori legiferanti coinvolti, per giungere ad una disciplina di settore organica e coerente.
- ˜promuovere un confronto con le organizzazioni rappresentative della categoria, necessario per mettere a frutto il patrimonio di conoscenze, esperienze e consapevolezze acquisite da chi nel settore opera da anni;
- indispensabile una definizione e codificazione chiara del settore culturale e creativo che superi le attuali classificazioni operate attraverso i codici Ateco. Come già indicato negli attuali disegni di legge bisogna definire una registrazione o un Albo specifico per le Imprese Culturali e Creative che, con criteri più ampi e meno rigidi dei codici attuali, riesca finalmente a riconoscere la presenza e la rilevanza nel settore delle numerose realtà che, per le caratteristiche spesso trasversali e sfumate, peculiari delle attività culturali e creative, attualmente sfuggono ai censimenti.
“Ci mettiamo a disposizione dando il nostro contributo fattivo alla realizzazione della migliore Legge possibile tenendo conto delle specificità, delle peculiarità e delle competenze della cooperazione che da lungo tempo si muove nella gestione del settore della cultura e del settore della creatività”. Queste le dichiarazioni di Bruno Visioni, vicepresidente di AGCI Culturalia, presente al convegno di Federculture, avvenuto presso la Camera di Commercio di Roma, in piazza della Pietra.
Dopo i saluti del Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, sono intervenuti: Umberto Croppi, Direttore Federculture; Francesca Velani, Vicepresidente di Promo PA Fondazione, i presentatori dei Disegni di Legge Matteo Orfini, Componente VII Commissione (Cultura Scienze Istruzione) Camera dei Deputati e Mario Occhiuto, Segretario 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) Senato della Repubblica; Federico Mollicone, Presidente VII Commissione (Cultura Scienze Istruzione) Camera dei Deputati. Ha Concluso i lavori Andrea Cancellato, presidente Federculture.

 

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